Il finto altruismo di chi vuole adottare i bambini di Haiti

Lo shock per una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità è ancora forte. Ad Haiti si continuano a contare i morti e a sparare agli sciacalli che cercano di trarre profitto dalla situazione (ma che anche loro talvolta sono solo dei semplici disperati che cercano di sopravvivere). I fondi per contribuire ad aiutare la

di luca17



Lo shock per una delle più grandi tragedie della storia dell’umanità è ancora forte. Ad Haiti si continuano a contare i morti e a sparare agli sciacalli che cercano di trarre profitto dalla situazione (ma che anche loro talvolta sono solo dei semplici disperati che cercano di sopravvivere).

I fondi per contribuire ad aiutare la popolazione sono innumerevoli, basta cercare sul web, ma quel che ci preme è stigmatizzare la caccia al bambino da adottare che – grazie anche al battage irresponsabile di alcuni media – si sta scatenando ovunque. Haiti non è un supermercato nato dalle macerie, ma un luogo che purtroppo ha generato una massa enorme di orfani, i quali hanno però pieno diritto a continuare a vivere dove sono nati.

È per questa ragione che ci sentiamo di dare risalto a tutte le voci che in queste ore chiedono fondi, tra le altre cose, per gli orfanotrofi e soprattutto per dare il maggior sostegno possibile ai programmi di adozione a distanza. Citiamo per esempio la Fondazione Rava, che gestisce un orfanotrofio con 600 bambini, o le Ong di Agire, l’agenzia italiana per le emergenze, che presto attiverà un imponente programma di adozioni a distanza.

È il momento questo di pensare al bene dei bambin, e non ad accelerare le pratiche burocratiche di adozione sfruttando una tragedia, anche se chi lo fa ha le migliori intenzioni del mondo.

Foto|Flickr

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