Fabrizio Corona condannato a 4 anni per bancarotta fraudolenta. Lele Mora sarà processato a Bergamo

Ancora guai per Fabrizio Corona, che oggi pomeriggio è stato condannato dal gup di Milano Federica Centonze a quattro anni di reclusione per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.Il gup ha deciso di accogliere la richiesta formulata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, coordinatori dell’inchiesta avviata nel 2008 da un filone dell’indagine denominata


Ancora guai per Fabrizio Corona, che oggi pomeriggio è stato condannato dal gup di Milano Federica Centonze a quattro anni di reclusione per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale.

Il gup ha deciso di accogliere la richiesta formulata dai pm di Milano Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci, coordinatori dell’inchiesta avviata nel 2008 da un filone dell’indagine denominata Vallettopoli, di cui potete trovare un breve resoconto a questo indirizzo.

E’ andata meglio, almeno per ora, a Lele Mora, coinvolto in questo processo in quanto legale rappresentante di alcune società coinvolte.

Il suo legale, Nicola Avanzi, aveva contestato l’incompetenza territoriale del procedimento. Per reati fiscali, infatti, la competenza risiede dove si ha il domicilio fiscale, ossia a Treviglio in provincia di Bergamo.

Il gup Centonze, nel corso dell’udienza preliminare di oggi, ha accolto l’eccezione di competenza territoriale ed ha disposto la trasmissione degli atti alla procura di Bergamo.

Le altre quattro persone imputate, tutte accusate di aver partecipato alla maxievasione fiscale messa in piedi da Corona con un sistema di false fatturazioni per circa 17 milioni di euro, hanno patteggiato a pene comprese tra i 9 mesi e i 2 anni.

La pena inflitta a Corona, che aveva scelto il rito abbreviato, include già lo sconto di un terzo previsto dal rito scelto.

Per lui si tratta dell’ennesima condanna, dopo quella a 1 anno e 5 mesi per presunti foto-ricatti ai danni di alcuni vip, quella a 3 anni e 4 mesi per estorsione nei confronti di David Trezeguet e quella a 1 anno e 8 mesi per corruzione di una guardia carceraria, senza contare i vari patteggiamenti.

Via | La Stampa

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