Aborto, è boom di medici obiettori

Dopo il polverone pre-elettorale sollevato da Giuliano Ferrara (che, contrariamente alla sue più rosee previsioni ha incassato alle politiche solo un misero 0,4%) si ritorna a parlare di aborto. Forse, seriamente.L’occasione è data dalla relazione inviata oggi dal ministro (uscente) della Salute Livia Turco al Parlamento. Due, i dati particolarmente interessanti.Il primo riguarda i medici

Dopo il polverone pre-elettorale sollevato da Giuliano Ferrara (che, contrariamente alla sue più rosee previsioni ha incassato alle politiche solo un misero 0,4%) si ritorna a parlare di aborto. Forse, seriamente.

L’occasione è data dalla relazione inviata oggi dal ministro (uscente) della Salute Livia Turco al Parlamento. Due, i dati particolarmente interessanti.

Il primo riguarda i medici obiettori che, in Italia, hanno raggiunto quota 70% rispetto al 58,7% registrato nel 2003. Un dato, questo, riscontrabile, a grandi linee, in tutta la Penisola: dalla Campania, dove il numero è quasi raddoppiato (da 44,1% a 83%), al Veneto in cui i ginecologi che non effettuano interruzioni di gravidanza sono passati dal 49,7% al 79,1%.

Il secondo, invece, concerne il tasso di abortività che, nel 2007, è stato di 9,1 per 1.000: si è registrato, ovvero, un decremento del 3,1% rispetto al 2006 e del 47,1% rispetto al 1982.
Numeri che fanno sottolineare all’orami ex ministro della Salute come la legge 194 abbia “permesso un cambiamento sostanziale del fenomeno abortivo nel nostro Paese, nonostante la sua applicazione possa essere ulteriormente migliorata”.
Non si può chiudere un occhio, però, sulla crescita esponenziale dei ginecologi obiettori. Ecco allora che, appena leggi i dati, subito ti balza alla mente la gag di Corrado Guzzanti che, in clergyman, dalla Dandini a “Parla con me” (Rai3), presentandosi come un fantomatico Padre Pizzarro spiega a Ferrara come la sua, sia “‘na battaglia persa”.
L’aborto, in pratica – fa capire – non si combatte così apertamente perché il rischio di sconfitta è altissimo: “Accontentamose, – dice in romanesco il finto teologo – continuamo quello che stamo a fa’ … continuamo a piazza’ obiettori de coscienza da per tutto che poi je famo fa’ carriera e all’artri no e va bene così”.
Ma sarà mica davvero questa la strategia della Chiesa?

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