YouTube: i video dei trans e viados inseguiti, insultati e arrestati al Prenestino di Roma

Ennesimo episodio di populismo e malastampa in Italia, in pieno caso diplomatico con la Spagna e vicina alle prime prese di posizione ufficiali al Parlamento Europeo per la cronaca dell’intolleranza contro immigrati e Rom, anche contro a quanto disposto nella cosidetta Costituzione Europea (“Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare,

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Ennesimo episodio di populismo e malastampa in Italia, in pieno caso diplomatico con la Spagna e vicina alle prime prese di posizione ufficiali al Parlamento Europeo per la cronaca dell’intolleranza contro immigrati e Rom, anche contro a quanto disposto nella cosidetta Costituzione Europea (“Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare servizi in qualunque Stato membro”, “Tra i lavoratori degli stati membri è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla nazionalità”, “L’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne e un mercato interno nel quale la concorrenza è libera e non è falsata”).

Ieri sera il TG1 ha mostrato le immagini delle proteste degli abitanti del Prenestino, da tempo presi in ostaggio ogni notte dal popolo del sesso di strada, in buona parte composto da transessuali sudamericani, i viados. Diceva Metro tra ieri e oggi:

«Se non avremo risposte immediate e concrete – dice un portavoce del quartiere Prenestino – entro breve la situazione precipiterà: organizzeremo ronde e allontaneremo noi clienti e prostitute».

Durante il week end un intero quartiere, quello di via Emilio Longoni, si è ribellato al mercato del sesso del Prenestino. Durante la fiaccolata, la polizia è dovuta intervenire per sottrarre al linciaggio della folla due transessuali che si erano nascosti in un anfratto di rovi. Alcune persone hanno anche abbattuto delle baracche usate dalle prostitute per avere rapporti con i clienti.

«Ho caricato io il filmato – spiega a Metro Marco Petruzzelli, il fotoreporter che ha realizzato le immagini (poi andate in onda nei maggiori telegiornali) – perché credo sia importante che il problema non venga dimenticato, dopo il clamore della protesta di sabato. Io credo – continua Petruzzelli – che usare YouTube per sottolinerare questi problemi sociali sia un modo non banale di utilizzare questo strumento».

Intento lodevole ma sfuggito come al solito di mano e poi impiegato in prima serata a scopi scandalistici da una stampa bacchettona quanto falsa, ecco cosa ne dicono le voci a difesa di chi lavora col sesso in prima persona. Movimento di identità transessuale di Bologna e del Comitato per i diritti civili delle prostitute, dal comunicato:

Denunciamo il clima di odio e di intolleranza che non risolve i problemi ma minaccia la sicurezza dei più deboli.
Denunciamo l’indifferenza della politica e delle istituzioni verso una violenza trans fobica, omofoba, razzista che sta diventando ogni giorno più forte. Ci appelliamo a tutte e tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, perché di questo si parla, di non restare in silenzio, di rispondere all’avanzata dell’odio e della violenza che sta facendo precipitare l’Italia verso un baratro che sembrava scongiurato per sempre.

Un abitante del VII municipio, citato su Napoli Gay Press:

«Adesso siamo pochi ma se continua così alle prossime manifestazioni ci saranno duemila persone – aggiunge un uomo sulla cinquantina – si rischia una specie di guerra tra i poveri. Se qualcuno non prende provvedimenti finirà come con gli zingari a Napoli o peggio».

Seguono due video che sembrano fatti col cellulare dal vivo di notte, durante i fermi di polizia.