Chiude lo stabilimento di Termini Imerese. Assessore del PdL propone di boicottare la Fiat

Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo. Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove



Per qualche settimana, almeno, si continuerà a sostenere che il 2010 sarà l’anno della ripresa. Delle riforme. Della rinascita dell’economia. Ad oggi però non è dato sapere come tutto questo verrà gestito dal Governo.

Da un’amministrazione che degli scioperi, come testimonia il globale disinteresse di chi ha sempre difeso Mediaset tranne in questi giorni dove i lavoratori hanno deciso di manifestare, se ne frega.

Se il telegiornale non da notizia dei disagi, penserà qualcuno, vuol dire che non esistono. Eppure le condizioni dei lavoratori (immigrati e no, come precisava qualcuno nei giorni scorsi) peggiorano. Per capirlo è sufficiente riflettere sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese.

Della chiusura dello stabilimento nessuno ne parla più malgrado in televisione gli spazi dei sindacalisti, grazie alla candidatura di Renata Polverini, siano aumentati. Nessuno prova a capire come aiutare le persone che di quel lavoro hanno bisogno. Se potessero scegliere di fare altro probabilmente sarebbero scappati da quella fabbrica.

In un clima di generale apatia, anche se forse sarebbe meglio parlare di omertà ispirata, ben venga quindi la provocazione di Raoul Russo, assessore PdL alle Politiche sociali del Comune di Palermo, secondo il quale bisognerebbe boicottare l’azienda automobilistica torinese.

“L’embargo popolare – ha dichiarato Raoul Russo – deve essere allargato anche ai prodotti riconducibili al gruppo Fiat. Marchionne dovrà portarsi indietro ogni singolo pezzo dello stabilimento, bonificare il sito secondo le normative ambientali, e rifondere i danni ambientali, sociali e, soprattutto, culturali che ha provocato al popolo siciliano”.

Per quanto pazza possa sembrare la proposta bisogna apprezzarla poiché elaborata da una persona che nel suo piccolo, senza obbedire alle direttive nazionali del proprio partito (che poi è quello della maggioranza di Governo), prova ad aiutare gli operai di Termini Imerese. Abbandonati a loro stessi.

I Video di Blogo