Ore 12 – Macchè sasso! Quello di Fini è un pietrone …

Quella sollevata ieri da Gianfranco Fini, non è una questione di lana caprina. E non è neppure una questione “solo” istituzionale. Il presidente della Camera, oltre a ribadire che “bisogna evitare un uso distorto della decretazione d’urgenza”, apre un contenzioso di grande rilievo politico: “La legittimazione a governare non viene solo dalle urne”. Il cofondatore

Quella sollevata ieri da Gianfranco Fini, non è una questione di lana caprina. E non è neppure una questione “solo” istituzionale.

Il presidente della Camera, oltre a ribadire che “bisogna evitare un uso distorto della decretazione d’urgenza”, apre un contenzioso di grande rilievo politico: “La legittimazione a governare non viene solo dalle urne”.

Il cofondatore del Pdl smonta così il perno dell’impalcatura ideologica e strategica di Berlusconi, da sempre basato sulla legittimità assoluta del consenso popolare.

In definitiva, Fini mette in discussione la “qualità” di questa democrazia della seconda Repubblica. In Italia non c’è regime: si vota, si vota in modo segreto e libero, ci si può liberamente esprimere.

Nei sistemi liberali le democrazie sono fondate sulla legittimità del consenso elettorale, ma sono anche il frutto molto sofisticato di un delicato e complesso rapporto di poteri.

Il centro destra che è al governo insiste nel ribadire che l’unzione popolare è l’ “in sè ” esclusivo della legittimazione. E dunque … i giudici (i media, l’opposizione, il parlamento ecc.) non rompano le scatole. E dunque lasciate fare a Silvio. Come scriveva Giovanni Sartori: la dittatura della maggioranza più la dittatura del premier sulla sua maggioranza …

A forza di inneggiare all’esigenza di distruggere la partitocrazia, si è giunti a una partitocrazia senza partiti, con partiti padronali e di cartapesta, e con le assemblee elettive degradate, con i “nominati” a comando.

L’idea che Berlusconi vuole imporre, quella della “democrazia del leader”, è un bluff. La democrazia è il plebiscito di ogni giorno. Ogni giorno il potere si giustifica e legittima se stesso dalla comparazione di un partecipato giudizio critico nei confronti del potere. La democrazia non è quella del “comando solitario”, di un leader voluto dal popolo, ma un quotidiano scontro ed incontro di interessi per la ricerca di soluzioni ai problemi di ogni cittadino salvaguardando gli interessi generali della Nazione.

Così, con la partecipazione dei cittadini, nel confronto/scontro fra poteri, si alimenta la democrazia, non (solo) con la continua semplificazione delle procedure.

Questo è il nodo posto da Fini. Non lo si scioglie con facili battute.