Omicidio Alessandro Mathas: depositate le motivazioni della sentenza di condanna di Giovanni Antonio Rasero

Giovanni Antonio Rasero, nel gennaio scorso, è stato condannato a 26 anni di carcere per l’omicidio del piccolo Alessandro Mathas, deceduto il 15 marzo scorso, a soli 8 mesi, per le percosse subite.Ora, a distanza di quasi tre mesi, sono state depositate le motivazioni della sentenza. I giudici confermano, in sostanza, che un ruolo determinante


Giovanni Antonio Rasero, nel gennaio scorso, è stato condannato a 26 anni di carcere per l’omicidio del piccolo Alessandro Mathas, deceduto il 15 marzo scorso, a soli 8 mesi, per le percosse subite.

Ora, a distanza di quasi tre mesi, sono state depositate le motivazioni della sentenza. I giudici confermano, in sostanza, che un ruolo determinante nella condanna del 29enne è stato giocato dal Dna, che ha inchiodato Rasero sulla scena del crimine:

riscontrata presenza del suo profilo genetico sul complesso lesivo suggestivo da morso (umano) rinvenuto sul piede destro della vittima.


Ma Rasero, sostengono i giudici, non avrebbe fatto tutto da solo. Ad aiutarlo ci sarebbe stata anche Katerina Mathas, madre della giovane vittima.

La Mathas fu arrestata il 16 marzo dello scorso anno, il giorno dopo il delitto, e scarcerata dopo 17 giorni perchè, secondo la Procura, gli elementi di indagine portavano ad un unico assassino, Rasero.

La sentenza del 24 gennaio, però, ha ribaltato la situazione e la donna, ne parlavamo qui, è stata indagata per concorso in omicidio volontario aggravato.

KaterinaMathas2011

Ora, nelle motivazioni, se ne può leggere il motivo:

La corte ritiene che l’atteggiamento inerte ed omissivo della Mathas all’alba del commesso reato sia una conferma indiretta del suo coinvolgimento nella vicenda che ha condotto alla morte il figlio Alessandro. L’intera condotta della Mathas pare artificiosamente preordinata al fine di non rivolgere a Rasero delle domande ‘scomode’ e ciò allo scopo di non trovarsi, a sua volta, in difficoltà in seguito alle ‘contestazioni’ che avrebbe potuto ricevere da parte di Rasero.
I due protagonisti, Rasero e la Mathas, si mostrano inscindibilmente avvinti da questo singolare atteggiamento di reciproca tolleranza che non trova altra logica spiegazione se non quella che risiede nella comune consapevolezza di avere in qualche modo contribuito all’azione omicidiaria. Le vistose discrepanze possono essere spiegate col consapevole intento di entrambi di alterare lo svolgimento dei fatti per trarne un vantaggio personale nel processo. I due i sono dimostrati capaci di manipolare la realtà e di mentire pesantemente su circostanze determinanti.

Via | Genova24

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →