Rosarno come il Veneto. Luca Zaia salverà gli immigrati dalla schiavitù?

Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste. Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne



Di immigrati, come previsto ieri, si sta progressivamente smettendo di parlare. Risolto, con le ruspe, la guerriglia registrata a Rosarno il dibattito si è spostato su lidi che meglio di altri ci fanno sognare un’Italia che al momento non esiste.

Eppure tra poco meno di due mesi ci sarà, e ne avremo occasione di parlarne più approfonditamente, il secondo sciopero nazionale degli immigrati. Persone che non vengono sfruttate solo al Sud.

Secondo quanto reso noto dalla Cgil di Padova nel Veneto vengono registrati casi simili a quelli calabresi anche tra le persone, 2500, regolari le cui condizioni di lavoro peggiorano dopo la firma ad un contratto che non viene poi rispettato.

“Al Sud – ha dichiarato Alessandra Stivali (responsabile del dipartimento immigrazione della Cgil di Padova) – il fenomeno è più visibile, perchè ha un riscontro mediatico ma anche da noi le condizioni degli immigrati in agricoltura, soprattutto nelle coltivazioni più diffuse, di patate e radicchio, sono drammatiche, e purtroppo sconosciute”.

Non per la Lega Nord che in questi territori riscuote sempre successi elettorali tanto da poter silurare il candidato del PdL, Gianfranco Galan, per il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia che alle prossime elezioni regionali si presenterà per diventare il nuovo governatore del Veneto.

Se davvero, come tutti si dovrebbero auspicare, la sua candidatura è davvero stata pensata perché adatta al territorio per primo dovrebbe mettere in pratica i consigli che dispensava all’indomani degli scontri a Rosarno e combattere la schiavitù in casa propria.