Domenico Brescia, secondo il gip “Notevole spessore criminale”

L’ubriacatura scudetto ha fatto dimenticare in fretta i pasticci – ma per carità, non penalmente rilevanti – di qualche giorno prima di cui vi avevamo raccontato in questo post. Ora però si torna a parlare di Domenico Brescia, il sarto di Rovello Porro che cuciva vestiti ai nerazzurri; e che soprattutto pare avesse qualche legame

L’ubriacatura scudetto ha fatto dimenticare in fretta i pasticci – ma per carità, non penalmente rilevanti – di qualche giorno prima di cui vi avevamo raccontato in questo post. Ora però si torna a parlare di Domenico Brescia, il sarto di Rovello Porro che cuciva vestiti ai nerazzurri; e che soprattutto pare avesse qualche legame con la malavita. Qualche.

Su Affari Italiani si riportano le parole di Alessandra Cerreti, gip che sta conducendo le indagini, la quale afferma il “notvole spessore criminale” di Domenico Brescia. Uno rimasto invischiato in un omicidio colposo, in vicende di riciclaggio, e che, effettivamente, ha pagato. Ma che secondo gli inquirenti non ha perso il vizio.

Sia lui che Marco Brunetti, Massimo Castriotta e Antonio Mazzilli, (mentre Francesco Castriotta è ai domiciliari) sono stati fermati, visto il “concreto ed elevato pericolo che gli indagati commettano delitti della stessa specie di quello per cui si procede”. E che scappino, ci mancherebbe. Ora ad essere in bilico è la già non stabilissima panchina di Roberto Mancini:

Mancini potrebbe essere stanco non tanto dell’Inter, quanto della scarsa simpatia che nutre all’interno del calcio italiano, sensazione amplificata dallo scandalo intercettazioni scoppiato settimana scorsa. Il contratto milionario e lo scudetto appena vinto creano una situazione nella quale Moratti non può “licenziare” Mancini

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