Il Vaticano si scaglia contro il commercio di reliquie su eBay

Su eBay codice penale e codice civile vengono continuamente messi a dura prova con evasioni di tasse, truffe, clonazioni di carte, vendita di oggetti non a norma e via dicendo. Stavolta però il codice infranto è quello di diritto canonico, almeno a quanto sostiene a gran voce il cardinale José Saraiva Martins per conto del

di dario

Su eBay codice penale e codice civile vengono continuamente messi a dura prova con evasioni di tasse, truffe, clonazioni di carte, vendita di oggetti non a norma e via dicendo. Stavolta però il codice infranto è quello di diritto canonico, almeno a quanto sostiene a gran voce il cardinale José Saraiva Martins per conto del Vaticano: il canone 1190, più precisamente, cioè quello che vieta vendita di reliquie insigni e venerate.

Un numero sempre crescente di venditori privi di scrupoli, ha denunciato alla Chiesa il Telefono Antiplagio, mette all’asta sul popolare sito di e-commerce centinaia di reliquie ex-ossibus, cioè parti delle spoglie dei santi (ossa, capelli, unghie, organi, pelle…), loro oggetti e indumenti e oggetti sacri. Le accuse sono molte e senza appello: se le reliquie commerciate sono false, l’illecito è il raggiro e la truffa. Se sono vere, però, il problema è anche più grave, perché si tratta certamente di reliquie trafugate da luoghi di culto. Il pericolo è anche che chi le acquista potrebbe farne uso in messe sataniche, o usarle come amuleti con spirito superstizioso e non devoto, o distruggerle.

In realtà, oltre a quelli del diritto canonico, potrebbero ipotizzarsi reati anche nei nostri codici, e i vertici di eBay ne sono consci. Ma mentre assicurano che si stanno mobilitando per troncare il commercio, anche ora digitando le parole chiave adeguate si possono trovare decine di aste aventi per oggetto reliquie.

Alcuni esempi? Un brandello di tunica di Santa Rita a 27 euro di base d’asta, o una ciocca di capelli di Santa Teresa a 30 euro. E per gli amanti del risparmio non mancano poi le offerte speciali: 430 euro per uno stock di frammenti d’ossa di sei santi.

Fonti: La Stampa