Intervista. Polisblog incontra Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”

Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei. Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione



Per capire quanto sia importante per la politica italiana il mondo cattolico bisogna, necessariamente, mettere da parte i principi e ragionare sui dati di fatto partendo, ad esempio, dall’Opus Dei.

Per questo motivo abbiamo deciso di incontrare Emanuela Provera, autrice del libro “Dentro l’Opus Dei”. Con lei, oltre a parlare della forza economica che l’organizzazione ha nel nostro paese, abbiamo provato a capire se Roberto Formigoni avesse potuto avere le stesse opportunità correndo da solo. Senza Comunione e Liberazione.

Cos’è l’Opus Dei e di cosa parla il libro che sull’argomento ha scritto?

L’Opus Dei è una prelatura personale che, con questa particolare forma giuridica, ha ottenuto un’autonomia senza precedenti all’interno della Chiesa Cattolica. Per far parte dell’Opus Dei è necessario “essere chiamati” e percorre un piano inclinato che ha come traguardo l’incorporazione giuridica.

Nel libro “Dentro l’Opus Dei” ho sviluppato, insieme ad altri ex membri, alcune riflessioni critiche sull’istituzione che si riferiscono soprattutto alla vita dei membri numerari; perché la loro condizione non è chiara quanto al legame giuridico che li lega all’istituzione così come non è laicale lo stile di vita che conducono, come invece l’Opus Dei promette ai candidati aspiranti.

L’Opus Dei si interessa di soldi?

Assolutamente si. Quando si incontra l’Opera si schiude un panorama entusiasmante di “santità e apostolato”, secondo una mentalità sostanzialmente laicale. Questo è quanto dichiara l’Opus Dei nella comunicazione ufficiale.

Gli scopi perseguiti dalla prelatura e dai suoi membri sarebbero esclusivamente spirituali.

La mia esperienza come quella di altri ex membri non è stata questa, dal momento che abbiamo dovuto partecipare a vere e proprie “operazioni economico-finanziarie”, seppur commisurate ai differenti coinvolgimenti personali nelle diverse iniziative.

Nel mio Centro, per esempio, era abituale produrre per fine anno il bilancio economico delle entrate e delle uscite per ogni singola numeraria, proprio come prevede la “normativa interna” Obra de San Miguel: numerarios y agregados del Opus Dei. Sulla base di questa semplice informazione l’Opus Dei pianifica spostamenti di città e variazione dei programmi relativi alla vita di ciascuno.

Ma l’istituzione continua a dichiarare che non dobbiamo credere a nessuna notizia in cui si possa mescolare l’Opera con questioni economiche.

Che peso ha l’Opus Dei sull’economia del Paese?

In Italia molti personaggi di spicco del mondo economico-finanziario sono legati all’Opus Dei che, fin dal suo nascere, ha avuto come obiettivo la conquista delle cariche pubbliche, in particolare quelle che comportano ruoli direttivi.

Lei sa che il prossimo presidente dello IOR (la banca vaticana) è una persona dell’Opus Dei, Ettore Gotti Tedeschi. Tra le altre cose, rappresentante del gruppo Santander per l’Italia, tra i primi cinque specializzati in private banking.

Nelle scorse settimane Gad Lerner, commentando l’indagine avviata contro Roberto Formigoni, sosteneva che il successo politico del Governatore è figlio anche del rapporto che ha con Comunione Liberazione. Quanto ha influito l’associazione sull’amministrazione dell’amministratore politico. Che rapporto intercorre tra di loro?

Il movimento di Comunione e Liberazione (di cui Formigoni fa parte) è fortemente legato al suo “braccio economico-politico”: la Compagnia delle Opere. Quest’ultima infatti nasce negli anni ottanta da una intuizione di don Luigi Giussani.

Dall’idea originaria si sviluppa un’ articolata posizione di potere economico sostenuta da imprenditori esclusivamente orientati al rafforzamento delle propria posizione, assolutamente privi dell’ intenzione di ampliare orizzonti umanitari e di sostegno vero all’economia del Paese.

Dopo l’uscita del mio libro, sono stata contattata da ex memores domini (membri celibi del movimento di Comunione e Liberazione) i quali mi hanno raccontato situazioni di uso ed abuso delle persone per fini economici e di potere.

Il legame dei membri di CL con il movimento è fortissimo e acritico, fomenta un profondo senso di appartenenza di cui i singoli membri hanno assoluto bisogno; come spesso succede in altre organizzazioni religiose, i vertici dell’istituzione si sostituiscono alla figura del Messia, inducendo le persone al pensiero unico anche su questioni temporali per cui (secondo la Dottrina sociale della Chiesa) ci dovrebbe essere libertà di opinione e di pensiero.

I membri di Cl pensano che quanto affermato dal loro leader politico è come “la rassicurante voce della loro mamma”. Faccia un po’ lei……quindi.