Se Alitalia perde l’ultimo treno…

Una delle priorità del nuovo Esecutivo, dopo aver eliminato l’ici, abolito il bollo auto, abbassato le aliquote irpef, risolto il problema rifiuti a Napoli e ripristinato la sicurezza nelle città, sarà la quesitone Alitalia.Eravamo rimasti, prima delle elezioni, alla ventilata possibilità che una cordata italiana potesse intervenire per rilanciare la nostra compagnia di bandiera. Nel


Una delle priorità del nuovo Esecutivo, dopo aver eliminato l’ici, abolito il bollo auto, abbassato le aliquote irpef, risolto il problema rifiuti a Napoli e ripristinato la sicurezza nelle città, sarà la quesitone Alitalia.

Eravamo rimasti, prima delle elezioni, alla ventilata possibilità che una cordata italiana potesse intervenire per rilanciare la nostra compagnia di bandiera. Nel frattempo l’offerta di Air France – Klm è stata rinviata al mittente, in parte perché non gradita a sindacati e amministratori del nord Italia e in parte perché proveniente da una compagnia aerea non italiana.

Ora Air France-Klm – che in quanto francese probabilmente non è abituata ai tipici tiraemolla all’italiana – ha gettato la spugna e dichiarato (sembra definitivamente) il suo disinteresse per l’affare.

Mentre si inizia a parlare di commissariamento della nostra compagnia aerea, non è ben chiaro che fine abbia fatto la cordata italiana che avrebbe dovuto prendere in mano Alitalia (Intesa San Paolo pare interessata a patto che si tratti di una operazione di “respiro internazionale” e quindi ci troveremmo probabilmente ancora di fronte ad un acquirente non italiano) e ancora meno chiaro è l’interessamento della russa Aeroflot ventilato dal neo-futuro premier Berlusconi.

Oltre a non essere propriamente una compagnia italiana, Aeroflot conserva pure il vecchio simbolo di epoca sovietica. Se l’affare fosse andato in porto sul tricolore di Alitalia sarebbe stata stampata la falce e martello con le ali (il logo di Aeroflot): chissà se Silvio avrebbe gradito…

Foto: chad k

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