Bersani ratifica la candidatura della Bonino. Il Pd dall’agonia al suicidio

Il nuovo segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, ha parlato: “Emma Bonino è una fuoriclasse, è fuori da ogni stereotipo”. Quindi sarà la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio. C’è un piccolo sottinteso a questo ragionamento, che cerca di tramutare una situazione di completo stallo e di totale deriva in una grande scelta


Il nuovo segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani, ha parlato: “Emma Bonino è una fuoriclasse, è fuori da ogni stereotipo”. Quindi sarà la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio.

C’è un piccolo sottinteso a questo ragionamento, che cerca di tramutare una situazione di completo stallo e di totale deriva in una grande scelta strategica politica, che riguarda l’incapacità del partito di trovare un proprio candidato che riuscisse a raccogliere la difficile eredità di Marrazzo e ad affrontare una avversaria come la Polverini. Dato che questo non è stato possibile e che l’unica scapestrata che si è dichiarata disponibile è stata la Bonino, allora Emma Bonino è la migliore candidata possibile.

In tutto questo, a parte la totale assenza di ogni minimo riferimento ai programmi (cioè, la Bonino presidente del Lazio, ma per fare cosa? Con quale idea di governo e di sviluppo della regione?), brilla il fallimento di un progetto politico che candida dei personaggi senza avere la minima idea di quali siano gli umori e le speranze della propria base. L’economista Loretta Napoleoni, ad esempio, si era detta disponibile ad accettare la sfida, ma evidentemente una donna che nella sua vita non ha fatto soltanto politica non era adatta alle esigenze di un partito davvero Democratico.

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