Elezioni regionali 2010: con le due aliquote è partita la campagna elettorale?

Alle elezioni regionali del 2010 mancano circa tre mesi – si vota il 28 e il 29 marzo – ma la campagna elettorale, è già stra-iniziata. Sarà interessante vedere come procederà: prevedibile che il PdL sfrutti il ferimento in piazza del Duomo di Silvio Berlusconi, come ha già fatto, più qualche classico colpo ad effetto

Alle elezioni regionali del 2010 mancano circa tre mesi – si vota il 28 e il 29 marzo – ma la campagna elettorale, è già stra-iniziata. Sarà interessante vedere come procederà: prevedibile che il PdL sfrutti il ferimento in piazza del Duomo di Silvio Berlusconi, come ha già fatto, più qualche classico colpo ad effetto di SB, magari in tema tasse, vera musica per le italiche orecchie.

E il PD? Per ora, una brutta figura, una pessima figura, in particolare dalla vicenda Puglia – che però ha permesso di coniare un calembour delizioso: Parapuglia! – mentre nel Lazio, per il post Piero Marrazzo, la candidatura di Emma Bonino, si prende sì, la benedizione di Bersani, ma si prende anche i mal di pancia dei cattolici del PD, che la vedono troppo impegnata sui diritti civili.

Ah, brutta roba l’impegno radicale sui diritti civili… credo che però, l’uscita migliore, già da campagna elettorale, sia stata l’intervista rilasciata a Repubblica, da Berlusconi: prima di tutto, un evento in sé, secondariamente anche per i contenuti. Un po’ di promesse cadute a spizzichi e bocconi, da cui Sergio Rizzo, oggi sul Corriere, suggerisce di stare in guardia…

luca ricolfi bianoneroIn tema di promesse elettorali berlusconiane – ma il discorso è allargabile più o meno a chiunque… – Luca Ricolfi, si era anche preso la briga di verificare passo per passo in un volume intitolato “Tempo Scaduto” se il tremendo, indimenticabile, contratto con gli italiani, firmato da Silvio Berlusconi e officiato da Bruno Vespa, fosse stato rispettato. Chiaramente, non l’aveva rispettato. Vi suggerisco, sul tema, questo articolo sempre di Ricolfi, uscito su La Stampa, qualche tempo fa.

Vi spiega l’imbarazzante strategia di disinformazione di certi giornali di destra – Il Giornale e qualunque cosa firmi Vittorio Feltri – e come si possa manipolare il consenso e soprattutto il lettore, e altro:

Nei giorni scorsi due quotidiani legati alla famiglia Berlusconi, ossia «Il Giornale» e «Il Foglio», hanno riportato una curiosa notizia. Un «serio studioso» che lavora nella «severa Torino» ha pubblicato un nuovo libro sul «Contratto con gli italiani», ossia sulle famose cinque promesse che nel 2001 Berlusconi aveva fatto nel salotto di Bruno Vespa. Dal libro salterebbe fuori che ne ha mantenute 4 su 5, ossia tutte tranne quella sulla riduzione dei delitti. Risultato importante, dal momento che Berlusconi stesso aveva fatto anche una «sesta promessa», quella di non ricandidarsi alle successive elezioni politiche (quelle di oggi, 2006) nel caso non gli fosse riuscito di mantenerne almeno 4 su 5. Se ne deduce che Berlusconi può riprovarci.

C’è solo da aggiungere qualche particolare. L’autore di quello studio sono io, e nel libro – uscito venerdì presso il Mulino con il titolo Tempo scaduto – c’è scritto esattamente il contrario: le promesse certamente mantenute sono una sola (quella sulle pensioni), le altre quattro con ogni probabilità non saranno mantenute, e comunque almeno due promesse – quella di un’aliquota fiscale massima del 33% e quella di una «forte riduzione» dei reati – non potranno in ogni caso dirsi mantenute entro la fine della legislatura. Dunque, se vuole almeno in questo onorare il contratto con gli italiani, Berlusconi dovrebbe rinunciare a presentarsi alle prossime elezioni politiche.

Aveva promesso anche di non ripresentarsi, se non avesse mantenuto le promesse: ma che importa, lo ha fatto comunque, è il Popolo della Libertà! A chiusura dell’ultima campagna elettorale, c’era stato il bollo auto, la cui abolizione solleticava i sogni più perversi degli automobilisti italiani

giulio tremonti bianco e nero

“Da una settimana faccio i conti con Tremonti per cercare di abolire gradualmente i bolli di auto, moto e motorini. Sono tasse assurde. Solo per le auto si tratta di 4 miliardi di euro”. E’ l’annuncio-sorpresa di Berlusconi davanti ai microfoni di Matrix.

per ora, niente di nuovo su quel fronte, ma resta lecito sperare fino a fine legislatura. E per le fantomatiche aliquote? Qualche impiccione di economista, arriva a dire che sarebbe dura sostenere un taglio del genere, senza aumentare altro, ma Tremonti, per ora sembra gioire delle parole del suo leader

stavolta non ci sono scontri né bracci di ferro: la riforma fiscale sarà ai primi posti nell’agenda dei prossimi mesi di governo. Ma sarà una “riforma complessiva”: sulla scia del Libro Bianco presentato dallo stesso Tremonti nel ’94, non riguarderà solo l’imposta sui redditi ma l’intero sistema fiscale, che in prospettiva dovrà ruotare intorno a non più di otto tributi. E la parola chiave, dal punto di vista del ministro dell’Economia, sembra essere proprio questa: “in prospettiva”.

Una riforma di portata così ampia, che a regime porterebbe all’introduzione di due sole aliquote Irpef al 23 e al 33 per cento, non si improvvisa né si introduce dall’oggi al domani. Servirà piuttosto un percorso a tappe, che attraverso misure di sgravi graduali e di semplificazioni progressive, e secondo un antico “pallino” di Tremonti, dovrà trasformare il Fisco in “amico” dei cittadini e in “socio positivo” delle imprese

Voi come la vedreste questa riduzione al 23% e al 33%? Ma soprattutto: credete che nelle prossime settimane ci partiranno davvero queste “riforme”, o ci sarà solo qualche leggina ad personam, visto, che tic-tac, il tempo stringe, e lunedì 18 gennaio riparte un certo processo su certi diritti tv Mediaset