Su Rosarno le mani della n’drangheta. Come si risolve il problema senza la retorica e le balle dei politici

Se ne stanno sentendo di tutti i colori sulla rivolta di Rosarno, su n’drangheta e politica di accoglienza dei clandestini e degli extracomunitari in genere. Oggi addirittura è rimbalzata la notizia – assolutamente ridicola – che senza la monodopera a basso costo le arance potrebbero quintuplicare il loro prezzo al mercato. Tutte balle. Nè più

di luca17



Se ne stanno sentendo di tutti i colori sulla rivolta di Rosarno, su n’drangheta e politica di accoglienza dei clandestini e degli extracomunitari in genere. Oggi addirittura è rimbalzata la notizia – assolutamente ridicola – che senza la monodopera a basso costo le arance potrebbero quintuplicare il loro prezzo al mercato.

Tutte balle. Nè più nè meno. Non date retta ai soloni della retorica antirazzista o a quelli che “i clandestini fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, perché non è vero niente. Nien-te. Vediamo invece di analizzare la cosa in modo concreto, fornendo le cifre della filiera delle arance calabresi.

I produttori vengono pagati una miseria, tra i 6 e i 10 centesimi al chilo, con picchi sopra i 20 solo in alcuni e rari momenti dell’anno. E invece le arance vengono vendute al consumatore al prezzo medio di 1,55 euro. In mezzo tutta una serie di intermediari non sempre chiari, tra i quali spiccano grossisti e trasportatori/addetti al raccolto. Questi ultimi hanno un ricarico enorme (fino a 50 centesimi al chilo), accresciuto dagli affari enormi fatti con le aziende produttrici di aranciate, che grazie a una legge europea posso produrre bevande con solo il 6% di succo.

È dunque evidente che in questo margine si cela il problema. Prima di tutto il prezzo pagato ai produttori calabresi è da fame. Basterebbe che la regione (totalmente latitante, inutile che il governatore Loiero dia la colpa al Governo) promuovesse delle cooperative come avviene altrove e potrebbero guadagnare tranquillamente fino a 3-4 volte tanto. Gli intermediari addetti alla raccolta inoltre hanno un margine assolutamente anomalo, dovuto in gran parte allo sfruttamento della manodopera.

Sono dunque tutte sciocchezze quelle che “ci vogliono i clandestini altrimenti chi le raccoglie le arance…”. Basta imporre una paga giusta, e non 2 euro l’ora, diminuendo l’assurdo margine dei primi intermediari (state tranquilli che guadagnano abbastanza comunque) e si troveranno lavoratori italiani ed extracomunitari regolari che quel lavoro lo faranno più che volentieri, soprattutto in una zona paurosamente carente di offerte occupazionali.

Questa la soluzione concreta, pensata proprio contro gli interessi di n’drangheta e varie organizzazioni malavitose che prosperano sul fenomeno.

Il resto, come detto, sono balle.

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