Omicidio Sarah Scazzi, parla Ivano Russo: “Cosa vogliono ancora da me? Io non ho niente da nascondere”

Il 6 aprile scorso, ne abbiamo parlato anche ieri, Ivano Russo, il ragazzo al centro di una contesa tra Sabrina Misseri e Sarah Scazzi, è stato convocato dagli inquirenti che indagato sull’omicidio della 16enne di Avetrana ed ha fornito un campione del suo Dna. Ora, a distanza di pochi giorni, il 27enne di Avetrana ha


Il 6 aprile scorso, ne abbiamo parlato anche ieri, Ivano Russo, il ragazzo al centro di una contesa tra Sabrina Misseri e Sarah Scazzi, è stato convocato dagli inquirenti che indagato sull’omicidio della 16enne di Avetrana ed ha fornito un campione del suo Dna.

Ora, a distanza di pochi giorni, il 27enne di Avetrana ha rilasciato un’intervista al Corriere Del Mezzogiorno nel corso della quale ha ripercorso i momenti successivi al delitto di Sarah Scazzi ed ha ribadito di non aver nulla da nascondere:

Quando mi hanno invitato in caserma non sapevo ancora cosa volessero da me, poi ho saputo del Dna: ci voleva questa notizia perché i riflettori tornassero a puntarmi. I media mi hanno cambiato la vita. Essere riconosciuto da tutti per uno come me che ama la discrezione, non è un bel vivere. Voi giornalisti mi perseguitate, addirittura i paparazzi mi vengono dietro, vorrei chiedere di lasciarmi in pace. C’è un limite a tutto. Sin dall’inizio sono stato al centro delle attenzioni anche dei magistrati. Nei giorni in cui tutti cercavamo Sarah, non sapendo che fosse morta, la mia vita era costantemente sotto al microscopio delle forze dell’ordine che mi spiavano e che son venute addirittura nel mio giardino danneggiando una tubatura. Nello stesso periodo non ho visto la stessa attenzione su via Deledda dove Sarah sarebbe stata uccisa.


Ivano, poi, ha spiegato al giornalista Nazareno Dinoi perchè, quando Sabrina gli disse di tenere nascosti i diari di Sarah, lui acconsentì:

Sarah per me era una tenera amica poco più di una bambina e non sapevo quali fossero i suoi sentimenti sul mio conto. Questa è stata la mia unica colpa. Poi la storia del diario con quelle frasi di Sarah su di me. Quando Sabrina mi disse che non conveniva farle leggere ai carabinieri perché avrebbero potuto fraintendere, io ho acconsentito perché non volevo intralciare o dare false piste agli investigatori; col senno di poi avrei fatto bene a portare io stesso quel diario in caserma. Quando mi sono accorto dei sentimenti di Sabrina ho subito messo il freno e sono stato chiaro con lei: amici e niente di più. Abbiamo litigato per questo e dopo la scomparsa di Sarah mi sono riavvicinato per non lasciarla sola. Era pur sempre una cara amica e sentivo che soffriva. Se è vero che sono stati loro meritano l’Oscar. Se penso alla sua colpevolezza allora mi sento tradito, penso che Sabrina mi abbia preso in giro alla grande. In quei giorni tutta la famiglia Misseri mi è sembrata preoccupata per la scomparsa di Sarah e basta. Ricordo solo una volta in cui Michele Misseri era nervoso e preoccupato, era il giorno prima che lo interrogassero e arrestassero.

Il dna di Ivano Russo, così come quello di Cosima Serrano, madre di Sabrina Misseri e moglie di Michele, di Carmine Misseri, fratello di Michele, e di Cosimo Cosma sarà confrontato con le tracce rinvenute sul telefonino di Sarah Scazzi, sulla batteria dello stesso apparecchio e altri reperti acquisiti a seguito dei rilievi effettuati all’interno del garage e dell’abitazione dei Misseri in via Grazia Deledda ad Avetrana.

Maggiori dettagli saranno resi noti nel corso delle prossime settimane.

Via | Corriere Del Mezzogiorno

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