Verso le Regionali: le “trovate astute” dei partiti. Suicidio di una Nazione

Da qui alle elezioni regionali di fine marzo, lo spazio che divide la gente comune dalla politica, invece di diminuire, aumenta e si approfondisce. Si ha un bel dire che il voto riguarda gi assetti regionali, i problemi e le prospettive territoriali. Questo è e sarà un voto “politico” sul quale pesano e peseranno le

Da qui alle elezioni regionali di fine marzo, lo spazio che divide la gente comune dalla politica, invece di diminuire, aumenta e si approfondisce.

Si ha un bel dire che il voto riguarda gi assetti regionali, i problemi e le prospettive territoriali.

Questo è e sarà un voto “politico” sul quale pesano e peseranno le contraddizioni e i limiti politici e istituzionali nazionali.

Chi decide i candidati e le alleanze? Ogni mossa viene ideata e gestita dai vertici romani dei partiti o, più verosimilmente, dai rispettivi padri/padroni.

Ognuno ha la propria carta vincente. Non è la carta per la soluzione dei nodi che angustiano i cittadini, bensì quella per non perdere posizioni e, anzi, incrementare il proprio potere e quello del proprio partito.

Nessuna alleanza si basa sui tanto decantati programmi, che nessuno legge e mai leggerà. E tutto si fa e si disfa in funzione dei propri interessi e di quelli della propria parte.

Dov’è la politica? Dove sono i leader?

Domina ovunque la ricerca della via delle astuzie, dei colpi bassi, degli accordi da siglare dal notaio. Ma, come richiama Valentino Parlato sul Manifesto, “La via delle trovate astute è quella del suicidio”. Suicidio di una nazione, s’intende.