Ore 12 – I “giochi” di Fini e Casini. Berlusconi costretto a “benedirli”

Liquidato come “ingrato” e “isolato”, Gianfranco Fini sta dimostrando sulle candidature e sulle alleanze per le Regionali di che pasta politica è fatto.L’ex capo di An ha deciso di “marcare”, sul piano prettamente politico, la propria presenza in qualità di co-fondatore del Pdl. Solo grazie a Fini, con le candidature della Polverini nel Lazio e

Liquidato come “ingrato” e “isolato”, Gianfranco Fini sta dimostrando sulle candidature e sulle alleanze per le Regionali di che pasta politica è fatto.

L’ex capo di An ha deciso di “marcare”, sul piano prettamente politico, la propria presenza in qualità di co-fondatore del Pdl. Solo grazie a Fini, con le candidature della Polverini nel Lazio e di Scopelliti in Calabria, il centro destra ha portato l’Udc nel proprio perimetro, alleato decisivo per vincere in quelle (e non solo) regioni.

Non solo: Fini ha sviluppato (e continuerà a sviluppare) un gioco di sponda con Pier Ferdinando Casini che può andare ben al di là dell’appuntamento delle Regionali.

E’ una chiara risposta a chi vedeva Fini inconsistente e minoritario nel Pdl e privo di agganci, fuori.

Silvio Berlusconi, irritato, ha annusato il rischio e prepara le contro mosse. Ma non sarà facile.

Stavolta Fini ha spostato il tiro, diventando lui stesso il “primo” difensore degli interessi dell’ azienda (Pdl). Fini non si accontenterà di mettere il cappello su alleanze che portano frutti a tutto il Pdl.

Sarà comunque lui a decidere quando e come schiantare la corda tesissima. Dopo le Regionali, sarà difficile evitare di sciogliere i nodi delle riforme, dello stato della maggioranza e del partito.

Solo allora si saprà se le scissioni e la formazione di gruppi parlamentari autonomi restano minacce o diventano realtà.