Asl Roma C: tangenti sui rimborsi dei trapiantati, arrestato impiegato

Arrestato mentre intascava la prima tranche di una mazzetta, chiesta a un trapiantato di cuore. Siamo negli uffici della Asl Roma C, salita in passato agli onori delle cronache per l’inchiesta su una maxitruffa ai danni del servizio sanitario regionale. In manette è finito oggi C.R., 55 anni, impiegato di quarto livello dell’ Azienda sanitaria.


Arrestato mentre intascava la prima tranche di una mazzetta, chiesta a un trapiantato di cuore. Siamo negli uffici della Asl Roma C, salita in passato agli onori delle cronache per l’inchiesta su una maxitruffa ai danni del servizio sanitario regionale. In manette è finito oggi C.R., 55 anni, impiegato di quarto livello dell’ Azienda sanitaria.

L’uomo è accusato di tentata concussione: avrebbe chiesto il pagamento di una tangente di circa 2.500 euro in cambio del suo “interessamento a sveltire la pratica per il rimborso”. Il paziente in questione, romano, era stato sottoposto a operazione al Sant’Orsola di Bologna.

La legge prevede che poi le Asl di appartenenza – in questo caso RmC – rimborsino per questo tipo di interventi circa 7.700 euro. E non si tratterebbe di un caso isolato. Gli inquirenti sono al lavoro su decine di episodi sospetti, convinti che la pratica andasse avanti da tempo facendo leva sul desiderio dei pazienti di vedersi riconosciuto in tempi piuttosto brevi il rimborso. Anche a costo di rimetterci una parte dei soldi.

«Sono sbigottito di fronte a questi fatti – dice Antonio Paone, manager della Asl RmC – perché come nefrologo ho aiutato decine di persone per i trapianti e conosco bene i loro calvari. Lucrare sui rimborsi mi sembra davvero fuori dal mondo». Le indagini dei carabinieri sono state dirette dal pm Sergio Colaiocco.

Via | Il Messaggero

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