Intervista: Alessio Spataro a polisblog “Finche vincono PD e Pdl il lavoro non mancherà”

Pennarello netto e feroce, Alessio è uno di quelli dal fumetto facile: alle spalle partecipazioni su quotidiani e riviste satiriche con diversi libri all’attivo. Collabora con Frigidaire e disegna per Cuore ai tempi di Stefano Disegni direttore. Nel 2004 esce “Cribbio” primo libro a fumetti seguito da “Bertinotte” e “Papa Nazingher”. Dell’anno appena trascorso fa


Pennarello netto e feroce, Alessio è uno di quelli dal fumetto facile: alle spalle partecipazioni su quotidiani e riviste satiriche con diversi libri all’attivo. Collabora con Frigidaire e disegna per Cuore ai tempi di Stefano Disegni direttore. Nel 2004 esce “Cribbio” primo libro a fumetti seguito da “Bertinotte” e “Papa Nazingher”.

Dell’anno appena trascorso fa furore il suo “La Ministronza”, di cui si è parlato anche qui da noi, ed è lanciatissimo “Berluscoiti”, l’ultimo uscito. Di questo e altro ci racconta su Polisblog.

Alessio parliamo della Ministronza. Hai fatto questo fumetto ispirato a Giorgia Meloni e lei non l’ha presa troppo bene…

In realtà, già prima dell’uscita del libro pubblicavo i disegni della “Ministronza” sul mio sito e la Meloni ha fatto dichiarazioni. Hanno detto che sono un maschilista, che sono volgare. Addirittura hanno paragonato il mio libro all’insulto che Berlusconi fece alla Bindi a Porta a Porta –tra l’altro in quel caso nessun esponente del centro destra disse niente per difenderla. Gli stessi sono ora contro questo mio “maschilismo”. La verità è che è stata soltanto una polemica strumentale per coprire la gaffe del premier. Chi ha letto il libro sa che la Ministronza è solo un mezzo per parlare di una classe politica. Avrei potuto far battute su Mara Carfagna, prendermela con lei, sarei stato più vendibile.

Alessio Spataro
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Alessio Spataro
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Come va il libro?

Benissimo, siamo alla seconda ristampa. Con le polemiche che hanno alzato ci vado a nozze.

Tu che navighi nei meandri dell’editoria come la vedi la situazione per la satira?

Penso che i gruppi editoriali siano sempre più allergici alla satira. Si accettano sempre di più convenienze politiche, c’è mancanza di dissenso e critica. Mi verrebbero parecchi esempi. Quando non hai l’appoggio di partiti o grandi gruppi non vai lontano. Cuore era una redazione di sinistra ma criticava da ogni lato ed ha chiuso. Il pubblico poi ha il suo ruolo: in Italia non c’è un pubblico abituato al prodotto satirico. E’ difficile smerciarlo.

Qualcosa comunque resiste.

Si, sono realtà regionali come il Vernacoliere o mi viene in mente Il Pizzino di Palermo. Giornali importanti che tirano fuori disegnatori di rilievo come Caluri e Pagano nel Vernacoliere o comunque parte di quelli del Pizzino che poi sono confluiti in EMME.

L’editoria libera alla “Mamma!” come la vedi?

Per quella strada si fa sempre fatica anche se a “Mamma!” auguro tutto il bene possibile. Ci sono vignettisti che mi piacciono molto. Comunque, ci sarebbe bisogno di una rivista nazionale collettiva che si possa trovare in edicola.

Di andare all’estero c’hai mai pensato?

Si, ma qui finche vincono PD e Pdl il lavoro non mancherà.

Domanda di rito: a che serve la satira?

La satira serve soprattutto a ridere. Alcune vignette sono solo un’amara riflessione con un senso dell’umorismo pari a zero.

Tu sei propriamente un disegnatore di fumetti, quanto conta il disegno e quanto lo scritto nella satira?

Lo scritto è la cosa più importante. Senza scritto non c’è satira. O per lo meno anche un disegno senza scritto deve avere un certo contenuto, un certo ragionamento precedente. Per capirci un disegno eccelso di per sé non serve a niente.

Mezzi privilegiati d’informazione?

Leggo regolarmente i quotidiani e vedo la tv – anche se non ce l’ho a casa- ma soprattutto internet.

Quanto è importante internet nel tuo lavoro?

Molto, anche se non ho pressioni nel disegnare cerco di essere sempre presente. Aggiorno i miei spazi, cerco il rapporto col pubblico. Con tutta la proliferazione degli spazi personali bisogna stare al passo. Molti dei disegni poi finiranno sulle pubblicazioni cartacee già concordate. Ho il privilegio di sapere su quali argomenti concentrarmi ma cerco comunque di tenermi sull’attualità, di farmi sentire.

Ti senti mai un po’ isolato: un disegnatore solo nel suo studio?

No, anche se non ho mai fatto la vita di redazione e non so la differenza, avverto la presenza di chi mi segue, dei colleghi. Un pubblico virtuale e reale. Alle fiere e alle presentazioni incontro molti di questi e mi sento come a casa.

Te la senti di fare una previsione sul nostro futuro politico?

Guarda che tutte le volte che ho provato a prevedere qualcosa ci ho azzeccato.

Che avevi previsto?

Che ogni volta Berlusconi non cadeva. E così continuerà, possano succedere gli scandali più atroci. E’ un venditore troppo capace a vendere se stesso.

Alessio Spataro
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