Veritometro: Beppe Grillo e l’astensione al 50%

“Noi siamo un movimento dal basso: andiamo a cercare il 50% di gente che non vota più perchè si è rotta i coglioni”. Beppe Grillo Scopri perchè dopo il saltoL’affermazione – contenuta nell‘intervista rilasciata a Luca Telese de Il Fatto Quotidiano – è basata su un presupposto del tutto falso: l’astensione è infatti in Italia

“Noi siamo un movimento dal basso: andiamo a cercare il 50% di gente che non vota più perchè si è rotta i coglioni”.

Beppe Grillo

Scopri perchè dopo il salto

L’affermazione – contenuta nell‘intervista rilasciata a Luca Telese de Il Fatto Quotidiano – è basata su un presupposto del tutto falso: l’astensione è infatti in Italia molto lontana dal 50%.

Alle ultime elezioni politiche ha votato infatti nel territorio nazionale l’80,5% degli aventi diritto. Alle più recenti elezioni europee si è toccato invece il 65%, comunque ben al di sopra della media europea del 43. E anche alle regionali del 2005 la quota di votanti si è aggirata in quasi tutte le regioni attorno al 70%.

Quello di Grillo si rivela dunque un caso da manuale di wishful thinking: se c’è infatti una cosa che contraddistingue gli italiani è proprio la loro ambigua pervicacia nel voler usare lo strumento delle urne e dei partiti, nonostante il proverbiale disgusto che dichiarano di portare verso la politica in genere.

Facile prevedere che la situazione non cambierà tanto facilmente: ed è curioso constatare come, nella stessa intervista, Grillo annunci che le sue liste si presenteranno alle prossime regionali in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Campania.

Fatta eccezione per quest’ultima, infatti, si tratta proprio di quelle regioni del Nord in cui l’affluenza alle urne è generalmente più alta. Forse Beppe ha semplicemente le idee un po’ confuse