Roberto Spaccino condannato all’ergastolo per l’omicidio della moglie incinta. Presentato il ricorso in Cassazione

Il 24 maggio 2007 uccise la moglie Barbara Cicioni, 33 anni, madre dei loro due bambini ed incinta di ben 8 mesi. Ora, dopo quasi quattro anni da quel delitto, Roberto Spaccino ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna all’ergastolo del primo grado e la conferma del processo d’appello. Spaccino si è sempre dichiarato


Il 24 maggio 2007 uccise la moglie Barbara Cicioni, 33 anni, madre dei loro due bambini ed incinta di ben 8 mesi. Ora, dopo quasi quattro anni da quel delitto, Roberto Spaccino ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna all’ergastolo del primo grado e la conferma del processo d’appello.

Spaccino si è sempre dichiarato innocente, sostenendo di aver dato uno schiaffo alla moglie e di essere uscito a fare delle commissioni, per poi trovarla morta al suo ritorno.

I suoi legali, Luca Gentili, Renato Borzone e Michele Titoli, pochi giorni fa hanno depositato 118 pagine di motivazioni che dovrebbero convincere i giudici a ridare la libertà al loro assistito.

Nel documento, si legge su Umbria24, i legali “ripercorrono punto per punto le omissioni motivazionali che secondo loro sono presenti nella sentenza di secondo grado. E sostengono tra l’altro che si travisa la prova rappresentata dalla testimonianza di Alessi Giuseppe circa la probabile uscita dell’imputato, quella sera, con due ragazze rumene“.

Tra i punti elencati dai tre legali, si legge che:

Non viene preso in esame l’argomento addotto della difesa per contestare le considerazioni contenute in sentenza circa un presunto strano comportamento dell’imputato al momento di dare l’allarme, riferibile alla disperata richiesta del ricorrente di chiamare i carabinieri, richiesta risultata registrata in sottofondo nella telefonata d’allarme fatta al 118.
Non si esaminano le obiezioni difensive dirette, anche sotto il profilo logico,a dare una spiegazione circa anomalie, soltanto presunte, del “rovistamento” avvenuto nell’abitazione dell’imputato.
Non si risponde in alcun modo all’obiezione difensiva secondo cui nessuna traccia ematica o biologica dimostrativa della commissione del delitto fu rinvenuta all’interno della Opel Zafira;
Non si risponde altresì all’obiezione per cui nessuna traccia dimostrativa della responsabilità dell’imputato è stata rinvenuta neanche all’interno dell’appartamento, limitandosi la sentenza a valorizzare la presunta mancanza di impronte digitali o di tracce biologiche di estranei ma ritenendo contraddittoriamente irrilevante che tracce biologiche dimostrative della commissione del delitto non attingano l’imputato.
Si trascura completamente di prendere in considerazione, ai fini della determinazione della dinamica dell’omicidio, la presenza di urina sul pavimento dell’appartamento. Comunque, si ignorano le obiezioni difensive sul punto finalizzate a dimostrare –insieme peraltro ad altri elementi indicati specificamente- che l’omicidio non poteva essere avvenuto sul letto come sostenuto da entrambi giudici di merito.
Si sorvola sulla articolata ricostruzione difensiva circa la dinamica del delitto (in piedi e non sul letto); sulle ragioni delle macchie di sangue rinvenute sulla camicia da notte e sul telecomando del televisore; sulla posizione del cadavere in terra e le conseguenze della stessa; sulla dedotta assenza di segni di colluttazione sul letto; sulla natura delle lesioni sulle labbra della vittima incompatibili con la dinamica del cuscino; sulla impossibilità del rinvenimento del cadavere sul pavimento ed in quella posizione nel caso di dinamica quale quella fatta propria dai giudici di merito.

Inoltre, si legge nella richiesta, “le piste alternative vengono semplificate e distorte le argomentazioni difensive contenute nell’atto di impugnazione circa l’esistenza di piste alternative per determinare i responsabili dell’omicidio e circa il momento in cui fu realizzata la cosiddetta attività di staging, di cui si modifica radicalmente l’orario rispetto alla ricostruzione della sentenza di primo grado“.

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