Italia: ogni cinque giorni un detenuto muore in carcere come Stefano Cucchi

Come sostiene, giustamente, Carlo Antonelli (direttore di Rolling Stone) nel suo ultimo libro (Gli Anni Zero) il decennio che ci stiamo lasciando alle spalle sarà ricordato anche per la densità di accadimenti. Ogni giorno, o quasi, succede qualcosa che andrebbe documentata. Che sia il tentativo di aggressione al Papa o l’ennesimo delitto passionale. Ogni giorno,



Come sostiene, giustamente, Carlo Antonelli (direttore di Rolling Stone) nel suo ultimo libro (Gli Anni Zero) il decennio che ci stiamo lasciando alle spalle sarà ricordato anche per la densità di accadimenti.

Ogni giorno, o quasi, succede qualcosa che andrebbe documentata. Che sia il tentativo di aggressione al Papa o l’ennesimo delitto passionale. Ogni giorno, o quasi, veniamo investiti da una serie di notizie che invecchiando troppo velocemente non ci danno modo di partorire un adeguato ragionamento attorno.

Dalla morte di Stefano Cucchi sono passati poco più di due mesi. Da allora, di quella storia, nessuno parla più. Tutti, addetti ai lavori e no, sembrano essersi dimenticati che di carcere si muore.

Come riporta Francesco Costa sul suo blog, nei giorni scorsi, è morto il 7oesimo detenuto italiano dall’inizio del 2009. Si chiamava Plinio Toniolo. Si è suicidato nel carcere di Vicenza. Di lui, in questi giorni, non si è parlato molto. Non si è parlato affatto.

La sua storia, evidentemente, non è ritenuta dai principali mass media interessante. Eppure di lui, e di quelle persone che come lui sono morte per carcere, si dovrebbe parlare. Anche solo per dare dignità ad un’esistenza che per quanto sbagliata non è giusto che sia terminata così.

Che Paese è una Nazione che non garantisce a tutti l’opportunità di correggere i propri errori?

I propri sbagli che implicitamente li hanno condannati a morte malgrado in Italia questo tipo di pena non è prevista, esplicitamente, dal sistema giudiziario.

Attorno al quale non c’è giorno che si sprechi ragionamenti senza mai provare a correggerlo laddove veramente serve.

Prima del processo breve proviamo a capire come possiamo evitare che ogni cinque giorni in Italia una persona muoia di carcere.