Busto Arsizio, estorsioni: 5 arrestati clan Madonia nell’operazione Fire Off

Cinque presunti appartenenti al clan Madonia di Caltanissetta, affiliato a Cosa nostra, sono stati arrestati stamattina a Busto Arsizio (Varese). Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e attentati incendiari. Atti intimidatori finalizzati a impaurire gli imprenditori di Busto Arsizio sottoposti, secondo le risultanze investigative, a richieste di pizzo. L’indagine – partita


Cinque presunti appartenenti al clan Madonia di Caltanissetta, affiliato a Cosa nostra, sono stati arrestati stamattina a Busto Arsizio (Varese). Sono accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e attentati incendiari.

Atti intimidatori finalizzati a impaurire gli imprenditori di Busto Arsizio sottoposti, secondo le risultanze investigative, a richieste di pizzo. L’indagine – partita nel 2010, dopo un attentato incendiario contro un pregiudicato locale avvenuto a Induno Olona (Va) – è stata coordinata dalla Dda di Milano.

L’inchiesta ha permesso anche di ricostruire una serie estorsioni commesse a partire dal 2002 ai danni di alcuni imprenditori della provincia di Varese. Le ordinanze di custodia sono state emesse dal gip del Tribunale di Milano a carico di pregiudicati originari di Gela (Caltanissetta).

Scrive Repubblica Milano:

Il raggio d’azione del gruppo criminale si estendeva fino a Lecco. Qui un imprenditore è stato costretto a sottoscrivere un prestito di 20mila euro con la banca per soddisfare le richieste di pizzo. Non solo: sotto minaccia ha dovuto reperire una casa al mare e pagarne l’affitto insieme agli ingressi presso uno stabilimento balneare, per consentire a uno degli arrestati e alla sua famiglia di trascorrere gratuitamente le vacanze estive.Negli atti dell’inchiesta a carico dei cinque indagati anche la vendita di una villa del valore di 300mila euro “pagata” con assegni scoperti, prestiti mai restituiti, auto di grossa cilindrata (Mercedes, Porsche) cedute dai proprietari taglieggiati.

I nomi degli arrestati, e altri dettagli sull’inchiesta, li riporta Il Corriere di Gela:

VIZZINI Rosario, di anni 51, NICASTRO Fabio, di anni 39, NICASTRO Dario, di anni 36, NAPOLITANO Emanuele, di anni 43, BONVISSUTO Rosario, di anni 38, tutti indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso aggravata dalla disponibilità di armi, estorsioni, attentati incendiari, danneggiamenti e minacce, ai danni di imprenditori della Provincia di Varese, con particolare riferimento al circondario di Busto Arsizio.

A capo della cellula del clan affilato ai Madonia ci sarebbe Rosario Vizzini:

L’attività investigativa, svolta con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha individuato il vertice dell’organizzazione in VIZZINI Rosario, uomo d’onore della famiglia gelese dei “Rinzivillo”, riconducibile al clan Madonia di “Cosa Nostra”, già condannato per associazione mafiosa, sottoposto a Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, coinvolto nell’omicidio dell’avv. MIRABILE Antonio in qualità di esecutore materiale, assolto in Cassazione. E’ lui che, secondo gli elementi raccolti, ha costituito in Busto Arsizio (VA) una cellula mafiosa dedita alle estorsioni finalizzate al controllo diretto ed indiretto di una serie di attività economiche concernenti soprattutto il settore dell’edilizia. Arrestato da questa Squadra Mobile in collaborazione con quella di Caltanissetta nel maggio dello scorso anno per detenzione di arma clandestina con relativo munizionamento.

Il gruppo, avvalendosi della forza di intimidazione proveniente dalla diffusa conoscenza, tra gli imprenditori siciliani, delle loro pregresse vicende giudiziarie e dei periodi di detenzione sofferti, del collegamento a famiglie mafiose di origine gelese, del ricorso sistematico alle minacce ed alla violenza, anche con armi ed attentati incendiari, costringeva una serie di imprenditori a corrispondere periodicamente somme di denaro, anche sotto forma di prestiti che non venivano mai onorati o compensi per prestazioni mai svolte, destinate ad aiutare le famiglie in difficoltà dei carcerati, nonché a mettere a disposizione autovetture di grossa cilindrata, buoni pasto, cessione di rami d’azienda, merci ed attrezzature senza corrisponderne il prezzo, in modo da acquisire il controllo delle attività economiche taglieggiate.

Nel corso dell’indagine, è stato fatto uno screening su tutti gli incendi di natura dolosa avvenuti ai danni di attività imprenditoriali e commerciali insistenti nel circondario di Busto Arsizio; e sono stati avvicinati quegli imprenditori vittime di attentati incendiari, che secondo precisi parametri investigativi, erano ritenuti bersaglio degli indagati. Molti di essi, superato l’iniziale timore dovuto alle pesanti intimidazioni subite, sporgevano denuncia con il sostegno degli investigatori della Squadra Mobile.

Recenti operazioni di polizia hanno dimostrato ramificazioni del clan Madonia anche in Emilia Romagna. Il boss storico dell’organizzazione, Giuseppe detto Piddu, condannato all’ergastolo per la strage di Capaci, fu arrestato nel 1996. Nel 2009 si scoprì che dal 41 bis – approfittando dei colloqui con i familiari – continuava a dare ordini. Nel 1992 il pentito Leonardo Messina lo collocava ai vertici di Cosa Nostra come riporta Nicaso.com:

“Sono a conoscenza che la Regione (la Commissione regionale, l’organismo più importante di Cosa Nostra in Sicilia, nda) è attualmente formata da Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, da Giuseppe Madonia, da Angelo Barbero da Catania e da Benedetto Santapaola. Il numero uno è sicuramente Totò Riina e subito dopo viene Giuseppe Madonia. Questi due membri della Regione mi sono stati anche indicati come Rappresentanti Mondiali a Palermo, nel senso che vi è un altro organismo più in alto che comanda tutte le famiglie di Cosa Nostra sparse nel mondo…”. Così il 30 giugno del 1992 il pentito Leonardo Messina rivela ad un pool di magistrati la struttura e gli uomini di Cosa Nostra. Un organismo aggiornato che consente l’operazione Leopardo, con l’arresto di centinaia di mafiosi, e contribuisce alla cattura di Madonia e infine di Riina.

Via | Varese News

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