Terni: arrestato Leandro Porcacchia, direttore Confcommercio Terni con l’accusa di estorsione

L’accusa è di estorsione ma la criminalità organizzata questa volta non c’entra. Il direttore generale della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e un suo collaboratore Sergio Briganti sono stati arrestati ieri pomeriggio. Avrebbero chiesto 100mila euro a un commerciante, iscritto alla confederazione, che doveva aprire un’attività alla periferia cittadina secondo l’accusa. L’inchiesta, coordinata dal sostituto

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L’accusa è di estorsione ma la criminalità organizzata questa volta non c’entra. Il direttore generale della Confcommercio di Terni, Leandro Porcacchia, e un suo collaboratore Sergio Briganti sono stati arrestati ieri pomeriggio.

Avrebbero chiesto 100mila euro a un commerciante, iscritto alla confederazione, che doveva aprire un’attività alla periferia cittadina secondo l’accusa.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Massini, era partita 3 mesi fa. Porcacchia e Briganti sono stati arrestati nella sede della Confcommercio.

Nel dettaglio su Umbria24:

E oggi pomeriggio (ieri, ndr) la squadra mobile della questura, diretta da Tommaso Niglio, li ha arrestati proprio mentre stava avvenendo quello che secondo gli inquirenti altro non era che la consegna dei soldi chiesti al ristoratore. Sessanta mila euro in contanti e 40 mila euro di assegni postdatati.

Secondo quanto riferito da fonti investigative, i due uomini avrebbero quindi indicato al ristoratore un locale in vendita in un centro commerciale posto nelle vicinanze di molti uffici pubblici, potenzialmente dunque un affare dal punto di vista della clientela. Sempre secondo quanto sostengono gli inquirenti, Briganti gli avrebbe poi detto che per avere quel locale doveva consegnare loro 100 mila euro. Per agevolare la pratica.

(…) L’uomo allora avrebbe detto di non avere la disponibilità finanziaria per 100 mila euro. Cosa che sarebbe stata ben presto risolta con il compromesso di alcuni assegni postdatati da incassare entro il 2011 per una cifra totale di 40 mila euro, mentre i restanti 60 mila, come detto, in contanti. Ed è proprio questa la cifra che i poliziotti diretti da Tommaso Niglio hanno trovato nel pomeriggio di lunedì in una busta che il ristoratore ha consegnato a Porcacchia e Briganti direttamente all’interno della sede di Confcommercio.

L’avvocato di Porcacchia, Massimo Longarini, parla di «un provvedimento assurdo». «Il mio assistito è estraneo a ogni addebito». Le indagini intanto proseguono. Gli investigatori, che hanno sequestrato diverso materiale negli uffici della Confcommercio ternana e nelle abitazioni degli arrestati, vogliono vederci chiaro e capire se in passato si siano potuti verificare casi analoghi.

Foto | Umbria24

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