Omicidio imprenditore Ettore Marcoli a Romentino. Arrestato Giuseppe Lauretta a Malta

È stato arrestato ieri a Malta Giuseppe Lauretta, ritenuto dagli inquirenti l’autore dell’omicidio di Ettore Marcoli, l’imprenditore 35enne ucciso a Romentino (Novara) il 20 gennaio dell’anno scorso, a colpi di fucile. In cella per il delitto ci sono già altre 5 persone, arrestate 10 giorni fa. Giuseppe Lauretta, conosciuto anche come “Pino Lametta”, è stato


È stato arrestato ieri a Malta Giuseppe Lauretta, ritenuto dagli inquirenti l’autore dell’omicidio di Ettore Marcoli, l’imprenditore 35enne ucciso a Romentino (Novara) il 20 gennaio dell’anno scorso, a colpi di fucile. In cella per il delitto ci sono già altre 5 persone, arrestate 10 giorni fa.

Giuseppe Lauretta, conosciuto anche come “Pino Lametta”, è stato arrestato ieri nell’isola di Malta dove si era rifugiato mesi fa. Dopo l’accelerazione che aveva preso l’inchiesta, con il fermo (poi convalidato dal Gip) l’altra settimana di cinque persone, era stato emesso contro di lui un ordine di cattura internazionale.

Lauretta a Malta non si nascondeva, sebbene avesse saputo dai proprii familiari di essere ricercato quale esecutore materiale del delitto: intervistato telefonicamente da “La Stampa” aveva sostenuto di non essere fuggito ma di essere a Malta per lavoro e perché aveva trovato l’amore.

“Sono innocente, non ho sparato io a Ettore Marcoli, nemmeno lo conoscevo” aveva detto Lauretta alla Stampa. Un delitto maturato nell’ambito lavorativo secondo gli investigatori, con il presunto mandante che avrebbe così voluto eliminare un concorrente visto come una minaccia per la sua attività. Scriveva Novara.Punto.com sull’intervista a Pino Lauretta:

Afferma anche di essersi già messo in contatto con il consolato italiano a Malta: Lauretta sembra essere intenzionato a far capire agli inquirenti che è estraneo ai fatti. Ma a smentire la sua versione ci sono dei testimoni, che hanno già fatto delle dichiarazioni agli investigatori.

Dalla Tribuna Novarese:

C’è infatti un testimone che ha raccontato per filo e segno quel che era accaduto quel maledetto 20 gennaio: la preparazione dell’agguato, il rifornimento delle armi a Vespolate da Brezzi, l’uccisione e il ritorno a Vespolate. E qui, racconta il testimone, Francesco Gurgone si sarebbe incontrato con i tre sicari (Lauretta, appunto, Andrea Mattiolo e Vincenzo Fagone: aveva consegnato loro 150 euro a testa) e poi tutti sarebbero andati a cena in un ristorante di Cilavegna. A festeggiare la morte di un ragazzo di 35 anni.

Via | Novara.Punto.comTribuna Novarese