L’influenza suina h1n1 non è stata spiegata bene per colpa di Topo Gigio

In Italia sta progressivamente piede un trend socialmente molto interessante. Se un progetto non riscontra il successo sperato ci si giustifica sostenendo che lo si è presentato male come se un’idea brutta con un’infinità di lustrini migliori per inerzia. Se, come è accaduto alle scorse elezioni, un candidato perde non si prova a capire perché



In Italia sta progressivamente piede un trend socialmente molto interessante. Se un progetto non riscontra il successo sperato ci si giustifica sostenendo che lo si è presentato male come se un’idea brutta con un’infinità di lustrini migliori per inerzia.

Se, come è accaduto alle scorse elezioni, un candidato perde non si prova a capire perché le sue idee non fossero piaciute ma si incassa ammettendo pubblicamente che la campagna dell’avversario è stata più efficace.

Per questo motivo le considerazioni del neo Ministro della Salute Ferruccio Fazio, secondo il quale i cittadini e i medici non sono stati informati bene sui pericoli dell’influenza suina h1n1, sono da ritenersi divertenti.

Se il ceppo influenzale, presente nelle nostre vite da almeno alcuni anni come sostengono gli scienziati, fosse stato davvero pericoloso ce ne saremmo accorti. I tg nazionali che su questo tipo di notizie hanno realizzato ore e ore di servizi avrebbero continuato ad inquinare le nostre abitazioni lanciando qualsivoglia allarme.

Fortunatamente l’emergenza sta rientrando. Incolpare poi Topo Gigio, scelto come testimonial per spiegare le norme igieniche necessarie per evitare il contagio, non è poi un gesto tanto carino. Soprattutto sotto Natale.

Caro Ministro non sarà mica sostenendo, implicitamente, che se dell’influenza suina ci avesse informato Belen Rodriguez ci saremmo tutti preoccupati di più?

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