Delitto di Perugia: il clochard Antonio Curatolo inattendibile secondo la difesa. Nuova udienza il 21 maggio

E’ ripreso questa mattina a Perugia, ne parlavamo giovedì, il processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher. Oggi, oltre al gestore di una discoteca perugina, è stato sentito nuovamente il clochard Antonio Curatolo, la cui testimonianza era stata


E’ ripreso questa mattina a Perugia, ne parlavamo giovedì, il processo d’appello ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher.

Oggi, oltre al gestore di una discoteca perugina, è stato sentito nuovamente il clochard Antonio Curatolo, la cui testimonianza era stata fondamentale nel corso del processo di primo grado.

Curatolo, portato sul banco dei testimoni dalla pubblica accusa, ha affermato di aver visto Amanda e Raffaele discutere animatamente nei pressi dell’abitazione in cui si è consumato il delitto.

Era la notte di Halloween, secondo Curatolo, “quella sera non pioveva, c’erano ragazzi mascherati da Halloween che si facevano gli scherzi e gli autobus in partenza per le discoteche. Il giorno dopo, invece, c’erano gli uomini con le tute bianche nella casa del delitto e i carabinieri che facevano domande“.

Per Curatolo, però, Halloween è “il primo o il due novembre, il giorno dei morti“. Ora, il delitto è stato scoperto il 2 novembre, quindi, secondo la versione di Curatolo, i due ragazzi avrebbero discusso animatamente la sera precedente, il 1° novembre, mentre una piazza piena di gente era in attesa degli autobus diretti nelle varie discoteche alla periferia della città.

Quest’ultimo dettaglio è però stato smentito dai testimoni sentiti nel corso dell’ultima udienza, secondo i quali la sera del 1° le discoteche erano chiuse e le navette in piazza Grimana non erano quindi previste.

Possibile che Curatolo, ancora ritenuto attendibile dai legali di parte civile, possa aver confuso i giorni? Di sicuro è quello che pensa l’avvocato Giulia Bongiorno, che ha utilizzato a suo favore i guai di Curatolo con la droga.

Ho sempre fatto uso di droga. Nel 2007 prendevo l’eroina, l’avevo presa anche la sera in cui ho visto i due imputati, ma l’eroina non è allucinogena.

Insomma, Curatolo aveva assunto droga e, per la difesa, non può essere considerato attendibile. Questo il commento dell’avvocato Bongiorno:

Antonio Curatolo è il tipico teste che smentisce la tesi d’accusa. L’udienza di oggi ha segnato un importante passo avanti per la tesi della difesa. Questo era un teste sul quale l’accusa ha sempre puntato tantissimo. Per noi Curatolo non e’ attendibile laddove aveva affermato di avere visto la notte del delitto Raffaele e Amanda. Se li ha visti in altra data… d’altronde vivevano in zona.

L’udienza è stata aggiornata al 21 maggio prossimo, quando saranno sentiti in aula gli esperti incaricati di compiere una perizia sulle tracce di Dna riscontrate sul coltello indicato come l’arma del delitto e sul gancetto di reggiseno indossato dalla studentessa inglese quando venne uccisa.

Nel frattempo Curatolo è stato riaccompagnato nel carcere di Perugia, dove sta scontando un cumulo di condanne relative a questioni di droga diventate definitive.

Via | Umbria24

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