Formigoni sì, Formigoni no, al Senato si sfoglia la margherita

Una cosa è carta: Robereto Formigoni è stato eletto al Senato e entro pochi giorni dovrà decidere se fare il senatore o continuare a fare il governatore della Lombardia.Qui finiscono le certezze però, perché il destino di Formigoni sembra legato a doppio filo a scelte che dovranno essere prese lontane dal Pirellone; non è un

Una cosa è carta: Robereto Formigoni è stato eletto al Senato e entro pochi giorni dovrà decidere se fare il senatore o continuare a fare il governatore della Lombardia.

Qui finiscono le certezze però, perché il destino di Formigoni sembra legato a doppio filo a scelte che dovranno essere prese lontane dal Pirellone; non è un mistero per nessuno che il Presidente della Lombardia ambisse a cariche istituzionali di un certo livello: si era parlato di un ministero pesante come il viminale o gli esteri oppure della presidenza del Senato.

Nelle ultime ore però qualcosa sembra cambiato: la Lega dovrebbe ottenere (il condizionale è d’obbligo) il Viminale e al Senato sembrerebbe destinato Schifani. Ce n’è abbastanza per avere qualche dubbio sul futuro romano di Formigoni, che in assenza di sbocchi certi e di rilievo potrebbe scegliere di rimanere ancora a Milano (dopo la prima rinuncia ad entrare in Senato a seguito dell’elezione nel 2006) fino alla scadenza naturale del suo mandato, nel 2010.

La situazione è però in continua evoluzione. Un incontro con Berlusconi era previsto per oggi, ma sembra sia stato spostato a domani, e da quello con ogni probabilità scaturiranno elementi più precisi.

In ogni caso, il leader del PdL questa mattina ha gettato acqua sul fuoco sulle recenti dichiarazioni della Lega: “ci saranno sorprese” sono state le sue esatte parole. Allo stato attuale non è quindi possibile scommettere neppure che, come sembrava ieri, alla Lega possano andare tutte e 4 le poltrone di spessore di cui si era discusso con Bossi (viminale a Maroni, riforme allo stesso Bossi, vicepresidenza del consiglio a Calderoli e agricoltura a Zaia).

Come dire, “tutto può succedere”, “niente e già deciso”, futuro di Formigoni compreso.

Foto: Glockenblume | Flickr

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