Casalesi: faida di Villa Literno Bidognetti-Tavoletta Ucciero, 11 arresti

Undici persone, presunti affiliati o fiancheggiatori del clan dei casalesi, sono state arrestate stamattina dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta. Sono ritenuti a vario titolo responsabili dell’omicidio di un giovane di 19 anni, presunto affiliato a un clan rivale, avvenuto a maggio del 2004. Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare anche il figlio


Undici persone, presunti affiliati o fiancheggiatori del clan dei casalesi, sono state arrestate stamattina dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta. Sono ritenuti a vario titolo responsabili dell’omicidio di un giovane di 19 anni, presunto affiliato a un clan rivale, avvenuto a maggio del 2004.

Tra le persone raggiunte dalla misura cautelare anche il figlio del boss Francesco Bidognetti, Raffaele, 36 anni, ritenuto dagli investigatori il mandante dell’omicidio. Padre e figlio sono già detenuti. Il 19enne qualche giorno prima di essere ucciso aveva subito un agguato al quale era sfuggito.

L’omicidio – secondo gli inquirenti – era maturato nell’ambito della guerra interna al clan dei Casalesi tra i gruppi Tavoletta-Ucciero e Bidognetti, che si contendevano l’egemonia sulle attività illecite a Villa Literno (Caserta).

Una faida durata 8 anni, dal 1997 al 2005, che ha causato diversi morti da una parte e dall’altra. Da Caserta C’è del maggio 2008:

Proprio nell’estate 2003 l’avvio delle indagini per la cosiddetta strage di San Michele relativa al duplice omicidio Natale-Rovescio (due carpentieri che nulla c’entravano con la faida, ndr) ed il ferimento di tre persone. Nel 2003 veniva scarcerato Raffaele Bidognetti, figlio del boss Francesco. Fino al 2004, poi, venivano uccise una decina di persone tra affiliati e presunti fiancheggiatori del clan dei Casalesi. L’attività investigativa ha permesso di evidenziare l’alleanza esistente tra la fazione dei Tavoletta-Cantiello ed il gruppo camorristico dei Contaldo, operante a Pagani in provincia di Salerno e capeggiato da Nicola Fiore: è emerso che i clan si scambiavano favori “criminali” nell’esecuzione di vari omicidi e tentati omicidi.

Tra questi ultimi, anche l’agguato a Massimo Iovine, capozona dei camorristi guidati dal boss Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto ‘e mezzanotte’ nei primi faldoni dell’inchiesta insieme alla ‘strage di S.Michele’. Il 29 settembre del 2003 a Villa Literno, in via Chiesa, due sicari, appartenenti al gruppo di fuoco Tavoletta-Cantiello che si contrapponeva a quello capeggiato da Bidognetti, armati di fucile e pistola affrontarono cinque giovani che si intrattenevano in strada uccidendone due, Vincenzo Natale, pregiudicato di 25 anni e Giuseppe Rovescio, 24 anni, e ferendone in maniera non grave gli altri tre. Il duplice omicidio coincise con la ripresa della faida, avviata nel 1997 nell’ambito della stessa fazione dei Casalesi capeggiata da Bidognetti, dalla quale si scisse.

Via | Interno 18

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