Presunta truffa EGP Italia: l’avvocato di Gianfranco Lande: “arresti immotivati”

Secondo l’accusa promettevano investimenti con ricavi fino al 12%. Cinque persone sono state arrestate ieri a Roma con l’accusa di associazione per delinquere transnazionale finalizzata all’abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita. Una truffa e un buco da 170 milioni di euro in base alle indagini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale. Egp Italia la società


Secondo l’accusa promettevano investimenti con ricavi fino al 12%. Cinque persone sono state arrestate ieri a Roma con l’accusa di associazione per delinquere transnazionale finalizzata all’abusivismo finanziario, truffa e appropriazione indebita.

Una truffa e un buco da 170 milioni di euro in base alle indagini delle Fiamme Gialle del Comando provinciale. Egp Italia la società finita nel mirino degli inquirenti. Tra i clienti che sarebbero stati truffati molti vip, imprenditori, giornalisti, avvocati e nobili romani. Per gli inquirenti le truffe sarebbero avvenute per mano di alcune società riconducibili a Egp Italia, succursale della finanziaria francese Egp (Europèenne de Gestion Privèe), commissariata sia in Italia che in Francia e sotto inchiesta a Roma. Da Repubblica Roma:

Una confezione extralusso per quella che, almeno secondo il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Luca Tescaroli, era, sostanzialmente, una truffa da record. Cinque le ordinanze di custodia firmate dal gip Simonetta d’Alessandro ed eseguite, all’alba di ieri, dagli uomini del nucleo speciale di polizia valutaria delle Fiamme Gialle.

In carcere è finito il vertice della Europeanne Gestion Priveé, Egp, società di intermediazione finanziaria messa in liquidazione coatta dal ministero dell’Economia per gravi irregolarità e radiata nel dicembre dall’albo francese nel 2010.

In manette:

il presidente Gianfranco Lande, la direttrice Raffaella Raspi, suo fratello Andrea Raspi, Roberto Torreggiani e Giampiero Castellani da Villanova. 
La società faceva affari dai primi anni Novanta. Nessuna abilitazione e nessun contratto, almeno all’inizio: solo la firma sugli assegni. Il denaro finiva in alcune società inglesi e irlandesi, risultate successivamente abusive. In seguito, l’enorme flusso di denaro è stato trasferito su una società lussemburghese, la Dharma Holding, sempre riconducibile alla Epg.

I clienti – è l’accusa – venivano convinti a investire in obbligazioni della lussemburghese Dharma Holdings (la controllante di Egp) in cambio di rendimenti dal 5% al 12%. Gli investimenti sarebbero stati rimborsati solo ad alcuni che poi convincevano altre persone ad affidare i loro risparmi alla Egp Italia.

Ma negli ultimi anni (siamo ancora alla versione degli investigatori) gli arrestati avrebbero messo su una sorta di catena di Sant’Antonio in pieno stile Madoff: i soldi versati dagli ultimi clienti finivano in mano a chi li aveva preceduti per evitare proteste e denunce. “Grazie all’inchiesta e agli arresti crescono le speranze per i risparmiatori – si augura Gianluca Brancadoro, liquidatore della società – finalmente avremo visibilità di una serie di società lussemburghesi, svizzere e olandesi che finora era fuori controllo”

Un “bidone” da 170 milioni di euro, con almeno 600 posizioni abusive trasferite allo scudo fiscale, questa la ricostruzione degli investigatori. I militari del colonnello Leandro Cuzzocrea hanno recuperato, finora, 12 milioni e messo sotto sequestro 26 società, una cinquantina di immobili e numerosi veicoli tutti riconducibili, secondo chi indaga, ai cinque arrestati. La procura ha avviato, da tempo, diverse rogatorie internazionali nella speranza di recuperare il patrimonio delle vittime. Molti clienti (che hanno investito a cuor leggero fidandosi del passaparola e allettati dagli interessi stratosferici), non hanno la più pallida idea di dove siano finiti i loro soldi.

“Ritengo gli arresti immotivati, fuori luogo e dannosi per chi ha investito in Egp Italia. Finalmente potremo chiarire e spiegare ai magistrati tutta la situazione e i complessi meccanismi di tale vicenda”. Dice Salvatore Sciullo, avvocato di Gianfranco Lande e Raffaella Raspoli . Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori di garanzia:

“I miei assistiti – ha sottolineato il penalista – avevano già dato ai pm la disponibilità ad essere sentiti per fornire tutta la collaborazione e i chiarimenti del caso già a settembre 2010, quando ci furono le prime perquisizioni, ma i pm hanno ritenuto di non ascoltarli. Ricordo che Lande e Raspi sono sempre rimasti a disposizione in Italia e che a gennaio di quest’anno il ministero dell’economia ha nominato commissario straordinario di Egp Italia l’avvocato Gianluca Brancadoro, nomina che garantiva agli investitori la massima tutela e trasparenza, cristallizzando la situazione. Avevamo da poco sottoposto al commissario straordinario un piano di ristrutturazione finanziaria e di rilancio del gruppo. Questi arresti stroncano il piano di recupero”.

Le indagini erano partite due anni fa dopo le denunce di alcuni risparmiatori. Dal Messaggero:

Le vittime risiedevano sopratutto nel quartiere Parioli, mentre il gruppo che aveva la propria sede in via Bocca di Leone, nel centro storico.Le indagini, tuttora in corso anche attraverso rogatorie all’estero, hanno permesso di individuare circa 700 investitori, i cui risparmi sono stati trasferiti all’estero attraverso una complessa rete societaria, posta anche in Paesi off-shore, ed impiegati tra l’altro in fondi chiusi esteri, in particolare alle Bahamas.

I soldi ottenuti dai risparmiatori, a cui promettevano rendimenti estremamente alti, venivano investiti in strumenti finanziari, attraverso società abusive del Regno Unito e irlandesi, tutte con lo stesso nome: Eim. L’associazione tra l’altro ha fornito dati falsi alla Consob, continuando ulteriormente la truffa e proponendo ai clienti la sottoscrizione di obbligazioni emesse da società lussemburghesi, riconducibili agli stessi membri dell’organizzazione, non rimborsate alla scadenza o a richiesta dei clienti medesimi.

(…) L’indagine è partita alle fine del 2009 sulla base di una trentina di denunce, presentate tra gli altri da Gloria Helen Von Euduck, Claudia Ruspoli, Maria Carla Clavet di Briga, Alessandro d’Aste Stella, Laura Balducci, Maria Grazia Balducci e Sandro Balducci. Alcuni dei clienti truffati, come Ranieri e Desideri, non hanno sporto querela, altri ancora, invece hanno deciso di rivolgersi ai magistrati. Singolare il caso di Sabina Guzzanti che, a fronte di 408 mila euro consegnati agli operatori, ne ha recuperati 380 mila, con una perdita di 28 mila euro. Il gruppo, secondo gli inquirenti, avrebbe conquistato la fiducia sul mercato con operazioni che effettivamente avevano portato un guadagno ai risparmiatori.

Foto | La Repubblica Roma