Ore 12 – Berlusconi “mostro” di Marcinelle o “interlocutore” per fare le riforme?

Il paletto più a “sinistra” (e chi ne dubitava?) l’ha messo Paolo Ferrero. “L’idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi – ha tuonato il segretario del Prc – è come dare un asilo nido in gestione al mostro di Marcinelle. Il Cavaliere è interessato soltanto alla propria impunità, perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi

Il paletto più a “sinistra” (e chi ne dubitava?) l’ha messo Paolo Ferrero.

“L’idea di fare le riforme costituzionali con Berlusconi – ha tuonato il segretario del Prc – è come dare un asilo nido in gestione al mostro di Marcinelle. Il Cavaliere è interessato soltanto alla propria impunità, perciò è inverosimile qualunque sincera ipotesi di riforma”.

E’, quello dell’”interlocutore” con cui confrontarsi per fare le riforme, un dilemma non di oggi.

Dilaniò la sinistra, e questa e i cattolici (popolari), nei primi anni del fascismo. E fu il “leit motiv” del Pci: per “stanare” la Dc, come possibile unirsi con Pietro Nenni (bollato dai comunisti come il “Rosso antico” che si ordinava al bar …) negli anni del primo Centro sinistra, o con il “venduto” Bettino Craxi che aveva cambiato pelle al Psi e osato cancellare Marx a favore di Proudon?

Ma il “diavolo” è meno brutto e cattivo di come lo si dipinge. E, a quei tempi, per decenni, il Pci poi si univa al Psi per governare gli enti locali (e non solo) e si accordava (spesso) con la Dc per fare le riforme (e non solo).

Oggi, il sasso nello stagno lanciato da D’Alema fa rumore e fa gridare … all’untore.

D’Alema, si sa, spesso sbaglia e irrita, con il suo taglio provocatorio e arrogante da “primo” della classe. Ma la questione resta. Che non è quella delle riforme, ma del rapporto con … Silvio Berlusconi e il suo partitone, con milioni di voti e percentuali (quasi) … bulgare.

I leader del vecchio Pci, nelle piazze “sparavano” a zero contro la Dc e i suoi capi. Poi in Parlamento e nelle istituzioni trovavano (quasi) sempre la via dell’accordo, riconoscendone peso e ruolo.

Fu un ignobile inciucio a danno del “popolo bue” o un onorevole compromesso che salvò il Paese? La risposta sta nel “pesare” l’Italia di ieri e quella di oggi.