Omicidio Sarah Scazzi, parla Cosima Serrano: “So perchè Sarah è morta, Sabrina è innocente”

A distanza di diversi mesi dall’arresto del marito Michele Misseri e della figlia Sabrina, entrambi accusati dell’omicidio di Sarah Scazzi, Cosima Serrano ha deciso di rilasciare una lunga intervista – a La Stampa e alla trasmissione televisiva Matrix – nel corso della quale ha ripercorso l’intera vicenda del delitto di Avetrana. Certamente non sono come


A distanza di diversi mesi dall’arresto del marito Michele Misseri e della figlia Sabrina, entrambi accusati dell’omicidio di Sarah Scazzi, Cosima Serrano ha deciso di rilasciare una lunga intervista – a La Stampa e alla trasmissione televisiva Matrix – nel corso della quale ha ripercorso l’intera vicenda del delitto di Avetrana.

Certamente non sono come mi hanno descritta, sono una donna e una moglie come tante altre, forse più di altre. Ho sempre cercato di dare il meglio al marito e ai figli e alla casa. Ho lavorato non molto, moltissimo e ancora oggi lo faccio. Certamente non sono una pettegola, non sono una che si ferma con le vicine, non ne ho mai avuto il tempo, ho sempre lavorato. Di quel maledetto giorno io non ricordo tanto l’ho sempre detto. Il problema è che molti ricordano il falso, non la verità. Per esempio hanno detto che sono andata in banca mentre ero al lavoro. E se non ci fosse stata quella firma falsa a scagionarmi sulla ricevuta della banca io adesso sarei in prigione. Io quelle poche cose che ho detto sono la verità E quando ho detto non ricordo è veramente perché non ricordo.

Parlando di quel 26 agosto, giorno in cui la nipote Sarah fu uccisa, quasi certamente nel garage della sua abitazione, Cosima ha dichiarato:

Quando stavo andando a riposarmi dopo pranzo Sabrina era già a letto. Ricordo solo lo squillo del messaggio e che poi Sabrina ha detto “devo avvisare Sarah che dobbiamo andare al mare” e poi lo sbattere della porta e ancora Sbrina che chiede al padre se era arrivata Sarah. In quel momento ho pensato “finalmente posso dormire”. E poi mi sono svegliata quando mi ha chiamata Sabrina. Il primo pensiero è stato “forse l’hanno investita mentre veniva e l’hanno portata all’ospedale”. Non ho mai pensato a un rapimento.


Quanto al momento del delitto, questa la ricostruzione fornita dalla donna:

Il campanello del citofono è accanto al mio letto. Io mi lamentavo spesso perché mi disturbava quando suonava a quell’ora. Forse ha visto la porta del garage aperta e si è affacciata aspettando che Sabrina uscisse, avrà sentito le urla di mio marito che gridava contro il trattore che era rotto. […] Lui dice che quel giorno stava arrabbiatissimo per il trattore e Sarah gli ha chiesto “zio perché urli? perché sei arrabbiato?” Lui le ha detto “vattene che è meglio”, ma Sarah ha continuato a fare domande. Allora lui l’ha spostata di peso e poi le ha buttato la corda (al collo, ndr)»

In sintesi, secondo Cosima, ad uccidere Sarah è stato suo marito Michele. Sabrina, da lui tirata in causa, è innocente. Lei ne è sicura, sa perché il padre l’ha incolpata ma preferisce non rivelarlo nel corso dell’intervista. Ha invece risposto a chi sostiene che le frequenti visite fatte al marito Michele sarebbero dei tentativi di convincerlo a ritrattare:

Se Sabrina fosse colpevole sarei stata la prima io ad andare dai carabinieri. Avevo giurato che non sarei mai andata a trovarlo, è vero. Se avessi voluto coprire Sabrina, come dicono, però sarei andata subito per tranquillizzarlo. E non l’ho fatto. Quando poi ho saputo il motivo per cui ha accusato sua figlia allora mi sono detta: “Non lo abbandonerò”. E poi lo vedo indifeso, ho capito che il suo è stato un gesto da folle e ho pietà per mio marito. Quando ci si sposa si dice nel bene e nel male in ricchezza e in povertà. […] Sabrina è arrabbiata con il padre non capisce perché deve rimanere in galera. Se fosse colpevole starebbe più tranquilla. Come il padre che si è liberato la coscienza per Sarah facendola trovare e poi ha chiesto perdono alla figlia che ha accusato ingiustamente. I chili che sta perdendo in carcere mia figlia li sta prendendo mio marito.

Cosima smentisce anche di esser stata a conoscenza delle molestie del marito Michele nei confronti della nipote:

Io in casa non mi sono accorta mai di niente, non so se le cose che ha detto sono vere o se le ha dette per incolparsi di più. Se mi avessero detto dei soldi che gli regalava mio marito, cinque euro, lui che non dava mai un centesimo a nessuno. Mi sarei allarmata, mi sarei preoccupata e avrei fatto delle domande. Per tanti anni quando una persona non da mai un centesimo e poi fa regali dicendo di non dire niente…

Ricordiamo che Cosima, più volte indicata come “custode dei segreti di famiglia“, non è mai stata indagata. Al momento, mentre le indagini proseguono, le uniche due persone accusa del delitto di Sarah Scazzi sono lo zio Michele e la figlia Sabrina.

Via | La Stampa

I Video di Blogo

Gli ultimi minuti di vita di George Floyd

Ultime notizie su Inchieste e processi

Tutto su Inchieste e processi →