Omicidio Yara Gambirasio: le dichiarazioni del procuratore capo Massimo Meroni e le indiscrezioni di Giangavino Sulas su Oggi

Yara Gambirasio è stata uccisa subito dopo la scomparsa, nell’arco di qualche ora. E c’é alta probabilità che sia morta nel luogo dove è stata trovata“. A confermarlo, ieri, è stato il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, durante una conferenza stampa tenuta in Procura. Dopo l’incontro del 15 marzo scorso, le indiscrezioni sul caso


Yara Gambirasio è stata uccisa subito dopo la scomparsa, nell’arco di qualche ora. E c’é alta probabilità che sia morta nel luogo dove è stata trovata“. A confermarlo, ieri, è stato il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni, durante una conferenza stampa tenuta in Procura.

Dopo l’incontro del 15 marzo scorso, le indiscrezioni sul caso di Yara non si sono fermate e ieri Meroni ha ritenuto opportuno incontrare nuovamente i giornalisti e ribadire lo stato attuale delle indagini.

La causa del decesso, afferma Meroni, non è ancora stata chiarita, nonostante alcuni quotidiani italiani affermino il contrario. Sembra certo, però, che Yara abbia subito una lunga agonia prima di morire.

Meroni non esclude, tra le varie ipotesi, che Yara sia morta di freddo. Le lesioni – “dovute a corpo contundente, percosse o caduta” – non sarebbero state fatali, ma è probabile che abbiano contribuito al decesso.

Possibile, quindi, che Yara sia stata ferita ed abbandonata nel campo di Chignolo, dove è stata trovata, e che sia morta a causa del freddo.

Le dichiarazioni di Meroni smentiscono, almeno in parte, le indiscrezioni pubblicate dal settimanale Oggi, in edicola da questa mattina, a firma del giornalista bergamasco Giangavino Sulas.

Yara Gambirasio, secondo Sulas, sarebbe stata uccisa per strangolamento, dopo essere stata pesantemente picchiata:

L’assassino ha usato entrambe le mani per serrarle la gola. Lo confermano i segni di forte pressione sulla gola rilevati dal medico legale. Questa sarebbe l’ultima scoperta fatta dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo incaricata dell’autopsia sul corpo della ragazza. Prima di strangolarla l’assassino l’ha massacrata a pugni come dimostrano due vistose ecchimosi sotto gli occhi e un colpo tremendo alla tempia sinistra. I pugni sono stati sferrati sicuramente da una persona robusta o in ogni caso con una violenza inaudita, che avrebbe stordito la tredicenne. Quando è stata strangolata Yara era infatti in stato di incoscienza. Non si difendeva più proprio perchè stordita dai pugni al capo e al volto ed era già morta quando l’assassino ha infierito sul suo corpo con un coltello. La vittima, infatti, non ha perso una goccia di sangue.

E, sempre secondo Sulas, dalla posizione in cui è stata trovata Yara si potrebbe escludere l’assideramento: “una persona che si trova in quelle condizioni, cioè esposta al freddo, tenderebbe sicuramente a ranicchiarsi, mentre Yara è stata trovata con la schiena a terra, le braccia allungate dietro la schiena e le gambe leggermente divaricate, come se stesse appunto adagiata e rivolta verso il cielo“.

Si attendono i risultati definitivi degli esami medico-legali, che dovrebbero confermare o smentire queste indiscrezioni.

Via | L’Eco Di Bergamo e Oggi

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