Dopo Berlusconi, pronto il No D’Alema Day

La notizia ha del clamoroso, alcuni storici contestatori di Berlusconi (come Piero Ricca) insieme ad alcuni organizzatori del No B Day hanno annunciato una nuova iniziativa: il No D’Alema Day E’ già attivo un gruppo su Facebook e si sa già la data della manifestazione: 6 febbraioEcco le motivazioni che spingono a opporsi a D’Alema


La notizia ha del clamoroso, alcuni storici contestatori di Berlusconi (come Piero Ricca) insieme ad alcuni organizzatori del No B Day hanno annunciato una nuova iniziativa: il No D’Alema Day
E’ già attivo un gruppo su Facebook e si sa già la data della manifestazione: 6 febbraio

Ecco le motivazioni che spingono a opporsi a D’Alema in piazza

Lanciamo una manifestazione per denunciare quindici anni di inciuci, compromessi, subalternità, tatticismi, vigliaccheria e corruzione morale di una parte consistente dei dirigenti politici che avrebbero dovuto rappresentare l’alternativa al berlusconismo, mentre in realtà ne sono stati contaminati. Massimo D’Alema è il simbolo di questa politica suicida che non ha mai fatto nulla per risolvere il conflitto d’interessi e la concentrazione del potere televisivo e pubblicitario, che ha sempre sottovalutato la priorità della questione morale, che si è fatta imporre il vocabolario da un affarista estraneo alla democrazia. Cacciare Berlusconi, i suoi complici e i suoi servi è fondamentale. Tra i complici e i servi ci sono i suoi finti oppositori, a cominciare da Massimo D’alema.

Se l’idea dovesse avere uno sviluppo e molte adesioni provocherebbe un problema enorme dentro il centrosinistra: come si comporterebbe l’Idv, coerentemente con le sue idee parteciperebbe o per vincoli di coalizione criticherebbe la manifestazione? Di sicuro D’Alema, sempre molto critico sull’alleanza, può sfruttare questa manifestazione ad personam per confermare che certo populismo giustizialista nel centrosinistra va emarginato definitivamente.

Nella presentazione della manifestazione si fa affidamento anche sulla presenza della base del Pd: cosa faranno gli elettori democratici?