Ore 12 – Travaglio e Feltri si “giocano” Berlusconi

Di “lui”, Marco Travaglio “l’inquisitore” dice: “Primo o poi lo inguaieranno. Ne ha combinate troppe e i giudici hanno tante carte in mano”. Invece Vittorio Feltri, il “fido mastino”, ribatte ringhioso: “I magistrati lo braccano. Ma lui prima o poi li sbrana”. Chi sarebbero Travaglio (anima del quotidiano Il Fatto, nuova Bibbia del popolo degli

Di “lui”, Marco Travaglio “l’inquisitore” dice: “Primo o poi lo inguaieranno. Ne ha combinate troppe e i giudici hanno tante carte in mano”.

Invece Vittorio Feltri, il “fido mastino”, ribatte ringhioso: “I magistrati lo braccano. Ma lui prima o poi li sbrana”.

Chi sarebbero Travaglio (anima del quotidiano Il Fatto, nuova Bibbia del popolo degli incazzati) e Feltri (crociato e Diretur del Giornale, cui si allineano tutti i falchi a copertura del Cavaliere) senza Silvio Berlusconi?

Entrambi pontificano sia sul piano politico che su quello giudiziario e, specie sulle vicende giudiziarie, non hanno bisogno di aspettare le sentenze definitive: per Travaglio, Berlusconi è uomo “da galera sempre e comunque”, uno con cui “non si può riformare neppure il codice della strada”. Per Feltri, all’opposto, è il “salvatore della Patria”, cui tutto è dovuto e concesso.

Anche sulla prospettiva politica, i due non si incontrano.

Travaglio non crede che il Premier giochi la carta delle elezioni politiche anticipate. “Una ipotesi troppo azzardata”. Mentre Feltri spinge il Cav. al voto: “Un plebiscito per Silvio. Così Fini sarebbe spiazzato, fuori dal Pdl, politicamente finito. E l’opposizione ko”.

E il diretto interessato, pur col naso malmesso, “fiuta” l’aria che tira e, soprattutto, i sondaggi. Se questi ultimi lo convincono, non c’è Fini o Casini (o Napolitano) che tengono: Berlusconi decide per le urne. Soluzione finale?