Parma, omicidio Raffaele Guarino: convalidato il fermo di Mario Illuminato

Mario Illuminato si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo era stato sottoposto a fermo giovedì scorso nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele Guarino, 47 anni, ucciso nella sua casa di Medesano (Parma) a fine ottobre 2010. Il Gip oggi ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere; “il ricorso alla


Mario Illuminato si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo era stato sottoposto a fermo giovedì scorso nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Raffaele Guarino, 47 anni, ucciso nella sua casa di Medesano (Parma) a fine ottobre 2010.

Il Gip oggi ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere; “il ricorso alla facoltà di non rispondere è l’unica strada al momento, in considerazione del fatto che ancora la difesa non è in possesso delle necessarie informazioni atte a stabilire una linea di condotta”
 ha detto il difensore di Iluminato.

Il legale non ha ancora parlato con il suo assistito che comunque non sarebbe l’unica persona all’attenzione degli inquirenti.


A far scattare le manette ai polsi di Illuminato, si legge su Repubblica Parma, un Rolex:

A incastrare l’uomo, stando agli inquirenti, il possesso di un Rolex appartenente alla collezione che Guarino teneva a casa propria. Illuminato, origini campane, titolare di una sala giochi a Medesano è il fratello di un altro affiliato alla camorra che fu trovato ucciso nel 2003 nel Bolognese. Il cadavere fu scoperto in avanzato stato di decomposizione in una piazzola di sosta nel bagagliaio della sua auto. Omicidio mai risolto. La vedova, cognata di Illuminato, abita vicino alla casa in cui fu ucciso Guarino

Guarino, nel 2005 era già stato vittima di un agguato a San Giovanni a Teduccio. Tre colpi di pistola lo raggiunsero all’addome ma l’uomo scampò alla morte. A ottobre chi l’ha ucciso ha invece mirato al volto con una pistola calibro 7.65. Il killer si è introdotto nell’abitazione del 47enne, senza lasciare segni di effrazione, e l’ha freddato nel sonno.

Aveva lasciato il quartiere di Barra qualche anno prima, probabilmente per sfuggire alla vendetta del clan Aprea. Il camorrista aveva infatti tentato di creare una propria organizzazione alternativa a quella di appartenenza, con il risultato di subire nel 2005 un attentato nel quale rimase ferito da diversi colpi di pistola.

Via | Gazzetta di Parma

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