Gran duello Berlusconi-Fini: non è “per un pugno di dollari”

E’ un po’ come i grandi duelli fra Clint Eastwood e Lee Van Cleef immortalati da Sergio Leone: sguardi tesi, occhi come lame, movimenti felpati, mani sulla fondina a lambire il revolver. Manca solo la stupenda colonna sonora di Ennio Morricone. Parliamo, ovvio, del duello fra Silvio Berlusconi e Gian Franco Fini. Chi “spara” per

E’ un po’ come i grandi duelli fra Clint Eastwood e Lee Van Cleef immortalati da Sergio Leone: sguardi tesi, occhi come lame, movimenti felpati, mani sulla fondina a lambire il revolver. Manca solo la stupenda colonna sonora di Ennio Morricone.

Parliamo, ovvio, del duello fra Silvio Berlusconi e Gian Franco Fini. Chi “spara” per primo?

E’ il Pdl che espelle dal partito il presidente della Camera o è l’ex capo di An che sbatte la porta in faccia al Cavaliere?

La tregua dopo l’aggressione di Milano è già “finita”. Il pranzo-adunata di ieri fra Fini e gli ex aennini per una prima conta ha avuto nel Pdl l’effetto di un secchio di benzina gettato in un incendio.

Dai due fronti, i “pompieri” giurano che le fiamme sono domate. Ma il puzzo di bruciato arriva lontano e il fumo brucia gli occhi ad amici e nemici.

Fini non vuole resuscitare An, pensa più in grande, a un inedito progetto “trasversale”, dove destra e sinistra non abbiano più senso. Di più non è dato sapere, per ora.

Berlusconi ha ordinato ai suoi “cecchini” di tenere Fini sotto stretta “osservazione”. Fini sa che se sbaglia il primo “colpo”, non avrà la possibilità del replay.

Il secondo tempo è già cominciato. Presto l’epilogo. Senza sorpresa.