Il Giornale, Sallusti, Cicchitto: i veri mandanti dell’odio?

Qualunque cittadino italiano, non credo non possa constatare come i famosi “toni” di cui si chiedeva l’abbassamento, non si siano affatto abbassati. Non si sono abbassati grazie all’intervento di Fabrizio Cicchitto, che ha sostenuto come mandanti (!) dell’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, gruppi editoriali – Repubblica l’Espresso – quotidiani – Il Fatto

Qualunque cittadino italiano, non credo non possa constatare come i famosi “toni” di cui si chiedeva l’abbassamento, non si siano affatto abbassati. Non si sono abbassati grazie all’intervento di Fabrizio Cicchitto, che ha sostenuto come mandanti (!) dell’aggressione a Silvio Berlusconi in piazza del Duomo, gruppi editoriali – Repubblica l’Espresso – quotidiani – Il Fatto – persone – Marco Travaglio e Santoro col suo Annozero.

Un’accusa priva di una qualunque logicità, che non tiene, quando uno psicolabile attenta a un Primo Ministro: ma sono il linguaggio e le forma del discorso portati in politica da Silvio Berlusconi, ad avere ridotto a questo livello il dibattito politico. L’aggressione, la propaganda dell’odio – che è quella di Cicchitto, di Sallusti, de Il Giornale, non quella di chi fa il suo mestiere e scrive – non si può rispondere mai adeguatamente. Si perde sempre, a ribattere alla propaganda di chi ha una potenza di fuoco come quella di Berlusconi.

Verrai sempre sommerso da 3 – Mediaset – più 2 – RaiUno e RaiDue canali di propaganda. Con quelli “il popolo” che Berlusconi vanta come legittimante a ogni nefandezza, si forma un’opinione. Loro, sono e saranno semplicemente di più. Lui sì, SB, che può contare su gruppi editoriali dedicati alla sistematica demolizione, o ancora meglio, al sistematico ignorare delle voci contro. E’ il caso dei “contenti” per l’aggressione di domenica di cui vi dicevo ieri. Non hanno trovato rappresentanza sulla carta stampata o in tv?

Che gli importa: sono andati su Facebook, a far centomila fan della scomparsa pagina di Massimo Tartaglia. Han fatto bene? Male? Vai a sapere. Intanto, prendiamo nota: esistono centomila nomi e cognomi, che gioiscono a vedere la faccia di Berlusconi spaccata a metà. Ma veniamo ad altro… ovvero a un altro dei capolavori dei “falchi”, come sono stati definiti, del PdL. Uno di questi “falchi” è chiaramente Fabrizio Cicchitto, già tessera P2 numero 2232, (Berlusconi era avanti già allora: tessera 1816) val la pena di citare qualche breve spunto biografico

Dopo essersi iscritto (fascicolo n. 945, tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980) alla loggia massonica P2[1], venne estromesso dal PSI. Riammesso nell’ottobre 1987 da Bettino Craxi, seppure in ruoli marginali, ha poi adottato le posizioni del segretario del PSI, fino alla dissoluzione del partito a causa delle inchieste di Mani Pulite. A seguito del congresso di scioglimento del PSI, fonda nel 1994 a Roma insieme ad Enrico Manca, il Partito socialista riformista (PSR)

un altro di questi “falchi”, che però agisce sulla carta stampata del Giornale di famiglia, è sicuramente Alessandro Sallusti, vicedirettore, e spalla storica di Vittorio Feltri. Alcuni sostengono che fosse sua la longa manus dietro a quel capolavoro di squadrismo a mezzo stampa che era stato il caso Dino Boffo. Ma stiamo sul presente: proprio quando il Presidente della Repubblica e la terza carica dello Stato, Gianfranco Fini, chiedono di spegnere l’incendio, dalle pagine del quotidiano di governo – nel senso che è del capo del governo… – arrivano toni moderati come questi:

Dopo Massimo Tartaglia, il mattacchione che ha preso alla lettera l’invito dei nuovi partigiani, si sono infatti arruolati tra i resistenti anche i componenti della «Federazione anarchica informale» che l’altra notte hanno messo una bomba di due chili all’interno dell’Università Bocconi a Milano. L’attentato è fallito solo per un problema tecnico: è esploso il detonatore, non il tritolo contenuto in un tubo di ferro.

Il passo dalla statuetta all’esplosivo è stato più veloce del previsto. Ora si dirà che questi signori hanno compiuto un atto deprecabile, che sono cani sciolti e che qualcuno di loro è stato in cura da uno psichiatra, che le responsabilità vanno equamente divise tra maggioranza e opposizione. Si tacerà sul fatto che gli autori dell’attentato sono fans di Santoro e di Travaglio e che quest’ultimo li ha confortati e forse incoraggiati sostenendo che è giusto odiare e augurarsi la morte fisica degli avversari politici (in questo caso anche di classe, cioè i bocconiani, in maggioranza figli della borghesia berlusconiana). E si dirà che bisogna misurare i toni, perché altrimenti gli animi si scaldano

Vedete, questo è proprio un manuale di come non fare giornalismo. Seguite i ragionamenti di Sallusti: ci sono due attentati, falliti, del FAI, la Federazione Anarchica Informale. Uno, all’Università Bocconi, l’altro, a Gradisca d’Isonzo. Bene: colpa di Travaglio e Santoro, che come noto hanno un grosso seguito tra gli anarchici, ovvio. E anche un po’ di Di Pietro, ci mancherebbe: altro ex pubblico ministero che di certo gode di grande stima tra gli eredi di Bakunin. Il periodo capolavoro però, nel pezzo di Sallusti, è:

Si tacerà sul fatto che gli autori dell’attentato sono fans di Santoro e di Travaglio e che quest’ultimo li ha confortati e forse incoraggiati sostenendo che è giusto odiare e augurarsi la morte fisica degli avversari politici

Come fa a saperlo, come fa a dimostrarlo? Non si può, ma sono le solite insinuazioni. Imparate a capire questo linguaggio, decifratelo. Se fossi Santoro o Travaglio, avrei già alzato il telefono per chiamare il mio legale “Pronto avvocato, ci sono i presupposti per una diffamazione a mezzo stampa?”. Perché secondo me ci sono, a parte quel “forse”, che è la consueta furbata antiquerela, un po’ come coniugare i verbi al condizionale e piazzare qualche “presunto” qui e là nel pezzo.

Leggetelo tutto il pezzo di Sallusti, davvero: e chiedetevi chi sta soffiando sul fuoco. E da che parte arriva l’aria che quel fuoco lo tiene vivo.

I Video di Blogo

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