Bari: omicidio Giuseppe Mizzi, “scambiato per pusher”. Indagini agguati: arrestato Emanuele Fiorentino

Proseguono le indagini sull’omicidio di Giuseppe Mizzi, ucciso mercoledì sera a Bari nel quartiere Carbonara. Un delitto arrivato dopo altri 4 agguati consumatisi in città negli ultimi 10 giorni. Una escalation della violenza che, secondo l’ipotesi investigativa al momento più accreditata, sarebbe legata a contrasti interni al clan Di Cosola. Alcuni familiari di Giuseppe Mizzi,


Proseguono le indagini sull’omicidio di Giuseppe Mizzi, ucciso mercoledì sera a Bari nel quartiere Carbonara. Un delitto arrivato dopo altri 4 agguati consumatisi in città negli ultimi 10 giorni.

Una escalation della violenza che, secondo l’ipotesi investigativa al momento più accreditata, sarebbe legata a contrasti interni al clan Di Cosola. Alcuni familiari di Giuseppe Mizzi, 39 anni, incensurato, hanno concesso un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno.

«Non ho più lacrime – dice lo zio di Pino, particolarmente legato al 39enne ucciso – Ho perso mio fratello un mese fa e adesso il mio miglior nipote. Lui era buono, sincero. Lavorava in una ditta di pulizie e alle 3 e mezzo del mattino usciva di casa. Tornava nel pomeriggio inoltrato perché dopo aver lavorato per l’azienda si dava da fare con altri lavoretti per far quadrare il bilancio mensile della sua famiglia». 

Perché è stato ucciso? «È stato scambiato per un altro. Katia (la moglie dell’ucciso, ndr) ci ha detto, e so che lo ha riferito anche ai carabinieri, che qualche anno fa c’era uno spacciatore di droga di Ceglie che gli assomigliava molto. Tanto che, in alcuni casi, i consumatori di droga per errore si rivolgevano proprio a Pino per acquistare gli stupefacenti. Infatti, se avessero voluto freddarlo con molta sicurezza lo avrebbero aspettato sotto casa la mattina alle 3 e mezzo.»

«Oppure, se lo hanno seguito da via Vittorio Veneto, strada che si affaccia su piazza Umberto, ci sono ben due telecamere che lo hanno ripreso e, quindi, con lui sarà stato ripreso anche il killer. Ma poi, perché sparargli alle 19 sotto casa, in una zona molto frequentata, a due passi dalla piazza principale? Pino veniva dalla casa di una zia, in via Verdi, dove sarebbe stato molto più facile freddarlo. Perché sotto casa? Voleva avere un significato questa esecuzione?». 

Non pensa che potrebbero esserci motivi che la famiglia non conosce? «Potrebbe essere che lui abbia visto, senza volerlo, qualcosa che non avrebbe dovuto vedere e quindi hanno deciso di eliminarlo per far scomparire un testimone; oppure qualche fatto grave che deve essere successo nella giornata di ieri (cioè l’altroieri, ndr). Di certo non c’entrano amicizie, visto che frequentava solo cugini, parenti, non giocava a carte e non aveva né passioni né vizi, a parte il calcio in tv e il fumo». 

Intanto nella notte c’è stato l’arresto di Emanuele Fiorentino, sorvegliato speciale. I carabinieri sono andati a prelevarlo in casa mentre dormiva; sotto il cuscino, una pistola calibro 9X21 con matricola abrasa, carica. Se ne legge su Repubblica Bari:

La pistola sotto il materasso, carica di 12 proiettili e pronta a sparare. Dormiva così (…) Emanuele Fiorentino quando all’alba di ieri i carabinieri sono andati a perquisirlo. Il pregiudicato di 31 anni, sorvegliato speciale, forse temeva per la sua vita dopo l’omicidio di Giuseppe Mizzi, mercoledì sera in piazza a Carbonara. Un agguato nel quale potrebbe essere coinvolto. È questa la rapida risposta degli investigatori che indagano sugli ultimi due fatti di sangue avvenuti nel quartiere periferico, sul botta e risposta che in 24 ore ha rischiato di fare più vittime che colpevoli.

Fiorentino, al momento, è stato arrestato per detenzione illegale di arma da fuoco, ma nuovi sviluppi potrebbero arrivare dallo stub (il test che rivela le tracce di polvere da sparo) al quale è stato sottoposto assieme ad altre tre persone e dall’esame balistico effettuato sulla pistola per accertare se è la stessa che ha fatto fuoco nelle ore precedenti. 


Martedì sera era stato ferito in un altro agguato Antonio Battista:

Fiorentino è stato quindi portato in carcere, dove ha trovato a fargli compagnia il suo amico Antonio Battista, 40 anni, lo stesso pluripregiudicato che martedì sera, nei pressi della caserma dei carabinieri di Carbonara, era sfuggito al fuoco di killer approssimativi, ferendosi lievemente a una mano.Interrogato (…) aveva dato spiegazioni vaghe, contrastanti, sospette al punto che è stato arrestato per favoreggiamento con l’aggravante dell’articolo 7, e cioè quello dell’appartenenza a un’organizzazione mafiosa. E anche Battista è stato sottoposto allo stub.

Una la pista seguita con maggiore convinzione dagli inquirenti:

quella relativa a una spaccatura interna al clan Di Cosola, provocata forse dagli appetiti di personaggi che, tornati in libertà, vogliono mettere le mani sugli affari del boss Antonio Di Cosola. Tra questi, ritengono gli inquirenti, ci potrebbe essere proprio suo nipote, Antonio Battista, che era uscito di galera un mese fa. Secondo quanto ricostruito, il piano di attacco sarebbe stato predisposto già prima del suo ritorno in libertà, con passaparola dentro e fuori del carcere. Attorno a lui, dicono fonti ben informate, avrebbe raccolto ragazzi insoddisfatti, pronti ad abbandonare il vecchio boss (tuttora recluso) per guadagnare soldi e onore.

Il disegno sarebbe stato poi definito nell’ultimo mese, tanto da arrivare all’orecchio di Di Cosola, che avrebbe così deciso di punirlo. Si spiegherebbe così l’agguato di martedì sera, mentre quello di mercoledì sarebbe una risposta, e la scelta di Mizzi come vittima potrebbe anche non essere casuale. La tensione resta alta a Carbonara, ma anche in altri quartieri della città, come il borgo antico, Murat e Japigia, lì dove si sta registrando altra fibrillazione dopo il duplice ferimento di Christian Lovreglio, nipote del boss Savino Parisi, e del suo amico Antonio De Fano.

Per oggi è previsto in città un vertice delle forze dell’ordine, presente anche il sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, per fare il punto della situazione e studiare eventuali contromosse in grado di bloccare quella che appare sempre più come una nuova guerra di mafia.

Via | Antenna Sud

Ultime notizie su Mafia

Tutto su Mafia →