Thailandia: omicidio ristoratore Luciano Butti a Phuket. Le indagini

L’omicidio di Luciano Butti – ucciso a Phuket, in Thailandia, due giorni fa – potrebbe essere legato alla sua attività lavorativa; ai suoi interessi nel settore turistico e della ristorazione. È la pista più accreditata presso gli investigatori che comunque sono al lavoro anche su altre ipotesi. Butti, titolare del ristorante Ciao Bella a Phi


L’omicidio di Luciano Butti – ucciso a Phuket, in Thailandia, due giorni fa – potrebbe essere legato alla sua attività lavorativa; ai suoi interessi nel settore turistico e della ristorazione. È la pista più accreditata presso gli investigatori che comunque sono al lavoro anche su altre ipotesi.

Butti, titolare del ristorante Ciao Bella a Phi Phi Island, gestiva anche dei bungalow da affittare ai turisti. L’uomo è stato freddato con 4 colpi di pistola martedì intorno alle 22:00 lungo la strada che conduce alla cascata Bang Pae.

Nella tasca del pantaloncino aveva una discreta somma, 22.100 bath, più di 500 euro. Chi l’ha ucciso non l’ha fatto a scopo di rapina, osservano gli investigatori. Il 60enne, originario di Montevarchi (Arezzo), piuttosto sarebbe rimasto vittima di un’imboscata.

La mattina successiva, come confermato dalla polizia, Butti si sarebbe dovuto recare in tribunale per la causa di divorzio dalla moglie thailandese.

Phuket Gazette riporta oggi una testimonianza al vaglio degli investigatori. Martedì pomeriggio, mentre con il suo avvocato discuteva dell’udienza del giorno dopo, Butti avrebbe ricevuto una telefonata: “sono impegnato in questo momento. Non posso parlare”.

Secondo la polizia l’uomo sarebbe stato attirato dai suoi killer nella zona in cui è stato ucciso: una strada con poca illuminazione, ideale per compiere un agguato. Una trappola nella quale l’imprenditore, che nel 2004 era scampato alla furia dello tsunami, ha perso la vita.

Foto | Phuket Gazette

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