Il Governo investe solo sul Grande Fratello, fuori dai palinsesti le fiction

L’edizione in corso del Grande Fratello, la cui conclusione è prevista a ridosso della Pasqua, potrebbe essere l’inizio della fine. Oggi il Consiglio dei Ministri potrebbe abrogare la norma della legge Maccanico che obbligava gli editori televisivi ad investire sulle fiction.Da domani potrebbero scomparire dai palinsesti le, spesso mediocri, serie televisive a cui il pubblico



L’edizione in corso del Grande Fratello, la cui conclusione è prevista a ridosso della Pasqua, potrebbe essere l’inizio della fine. Oggi il Consiglio dei Ministri potrebbe abrogare la norma della legge Maccanico che obbligava gli editori televisivi ad investire sulle fiction.

Da domani potrebbero scomparire dai palinsesti le, spesso mediocri, serie televisive a cui il pubblico italiano si è affezionato. Al loro posto potrebbero essere programmati eterni reality show. E tutti i preti che abitualmente si trovano nei serial nostrani sarebbero costretti a cercarsi un altro lavoro.

Liberi dalla mole di impegni a cui sono sottoposti potrebbero redimere i peccati delle persone che hanno deciso, implicitamente, la loro uscita di scena che potrebbe, come sottolinea Repubblica, far comodo a Mediaset che regolarmente registra ascolti più bassi se contro la RAI programma una delle noti serie televisive.

È inutile pensare che il pluralismo, progressivamente introdotto in Italia grazie alla pay tv, possa raggirare l’ostacolo. Il conflitto d’interessi vive e lotta. Contro di noi. E contro Walter Veltroni che pubblicamente si è messo in gioco affinché il Governo continui a chiedere agli editori televisivi di investire in serie televisive.

Inutile ricordare al bravo esponente del Partito Democratico che non è certo questo cavillo a bloccare il conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi a cui Bruno Vespa, fresco fresco di aumento, ha dedicato uno speciale in prima serata.

Lui, Walter, tira dritto e sostiene che a salvare la cultura italiana sarà Nonno Libero (alias Lino Banfi). E se a redimere i concittadini di Dante ci pensasse Alessia Marcuzzi?