Presunto stupro caserma Quadraro Roma: i quattro militari indagati per violenza sessuale di gruppo

Torniamo a parlare del presunto stupro avvenuto lo scorso 23 febbraio nella stazione del carabinieri Quadraro di Roma: una ragazza-madre di 32 anni aveva denunciato tre carabinieri e un vigile urbano colpevoli, a suo dire, di averla stuprata. Ora, a quasi un mese di distanza da quella denuncia, i pm hanno ricostruito la dinamica ed


Torniamo a parlare del presunto stupro avvenuto lo scorso 23 febbraio nella stazione del carabinieri Quadraro di Roma: una ragazza-madre di 32 anni aveva denunciato tre carabinieri e un vigile urbano colpevoli, a suo dire, di averla stuprata.

Ora, a quasi un mese di distanza da quella denuncia, i pm hanno ricostruito la dinamica ed hanno formulato il capo di imputazione per i quattro militari: violenza sessuale di gruppo aggravata dall’abuso dei poteri e dei doveri inerenti a una funzione pubblica e dall’uso di sostanze alcoliche.

Il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Eleonora Fini hanno quindi chiesto due mesi di custodia cautelare in carcere per i quattro.

La risposta del gip Sandro Di Lorenzo, però, è stata negativa: i quattro non andranno in carcere perchè gli accertamenti sono già stati fatti e l’indagine è a un buon punto. Non esiste, quindi, il pericolo di inquinamento delle prove.

Questa la ricostruzione fatta dai pm:

Due dei tre carabinieri e il vigile urbano sono accusati di aver spinto la donna a subire atti sessuali abusando della sua condizione di inferiorità fisica e psichica dovuta sia all’arresto, sia all’assunzione di alcol che le è stato offerto da uno dei militari, Alessio Lo Bartolo. Lo stesso che, secondo la versione del procuratore aggiunto Maria Monteleone e del sostituto Eleonora Fini, avrebbe avuto diversi rapporti con la vittima mentre il vigile urbano, Pierfrancesco Carrara, la teneva stretta per la testa. Così anche per il secondo militare, Cosimo Vincenzo Stano, che, mentre l’agente della municipale la palpeggiava, avrebbe abusato di lei. Mentre al terzo carabiniere, Leonardo Pizzarelli, quello di turno al piantone (che non avrebbe partecipato direttamente alla violenza), i pm contestano l’aggravante di non aver impedito l’evento e di non aver evitato che le fossero date sostanze alcoliche.

Si tratta, è necessario ricordarlo, di una ricostruzione sommaria, fatta con gli elementi finora emersi. Le indagini sono ancora in corso: lunedì i quattro indagati verranno nuovamente risentiti e non è escluso che il quadro possa chiarisi.

Via | Il Tempo