Omicidio Yara Gambirasio: il procuratore aggiungo Massimo Meroni fa il punto della situazione

Dopo le numerose indiscrezioni emerse in questi ultimi giorni in relazione all’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, questa mattina Massimo Meroni, procuratore aggiunto di Bergamo, ha tenuto una conferenza stampa ed ha fatto il punto della situazione. Meroni, per evitare il diffondersi di informazioni scorrette, ha risposto alle domande dei giornalisti ed ha toccato tutti i


Dopo le numerose indiscrezioni emerse in questi ultimi giorni in relazione all’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, questa mattina Massimo Meroni, procuratore aggiunto di Bergamo, ha tenuto una conferenza stampa ed ha fatto il punto della situazione.

Meroni, per evitare il diffondersi di informazioni scorrette, ha risposto alle domande dei giornalisti ed ha toccato tutti i temi principali di questa lunga e complessa indagine.

Non ci sono delle novità specifiche. Premetto però che si tratta di tutti accertamenti suscettibili anche a cambiamenti significativi, in riferimento ai prossimi accertamenti e fino a quando non saranno terminati gli accertamenti tecnici, che richiederanno ancora molto tempo. Non stiamo parlando di giorni e neppure di settimane. Serviranno mesi.

Fatte queste doverose premesse, il procuratore aggiunto ha parlato delle ferite ritrovate sul corpo di Yara, confermando quanto emerso in queste ultime ore: Yara non è morta per dissanguamento e la causa del decesso è tuttora sconosciuta.

Sul corpo della bambina sono presenti dei segni di arma, dei tagli di una certa lunghezza sui polsi, sul collo e sul dorso. Forse anche sulle gambe. Con novità per quanto riguarda i tagli sui polsi che sarebbero stati tagliati entrambi e internamente e quindi non dovrebbero essere lesioni di difesa. Allo stato attuale questi tagli, superficiali, non dovrebbero inoltre essere la causa della morte e non si è ancora accertato se i tagli sono stati inferti prima o dopo il decesso. Per quanto riguarda il disegno che formano, non pare si tratti di un disegno deliberato: parrebbe del tutto casuale. I tagli potrebbero essere stati una concausa del decesso, abbinati ad altri fattori.

Quanto alla data del decesso, Meroni ha rivelato che Yara è quasi certamente stata uccisa poche ore dopo la sua scomparsa, il 26 novembre scorso, probabilmente nel luogo in cui è stata ritrovata.

Confermata anche l’indiscrezione sulle due tracce di Dna individuate nei giorni scorsi:

Due tracce sono state individuate su un guanto di Yara e nello specifico su due dita esterne del guanto, il pollice e il medio. Il guanto è stato trovato in una tasca del giubbotto di Yara e al momento non appartiene a nessuno dei profili presenti nel database delle forze dell’ordine nè alla cerchia dei familiari e delle persone verificate nelle indagini.

Sul lavoro degli inquirenti, il procuratore si è limitato a sottolineare che nessuna pista è esclusa:

Sono state ascoltate centinaia e centinaia di persone. Nessun particolare può essere escluso. Stiamo cercando nella Provincia, ma non escludiamo ricerche fuori dalla Bergamasca. Certo è che quel campo di Chignolo non è facilmente raggiungibile e dovrebbe trattarsi di una persona a conoscenza del luogo.

La conferenza si è conclusa con un rimprovero ai media, con un particolare riferimento alle emittenti televisive:

Non sono contrario sul dare la notizia dei fatti, ma su questa vicenda è stata oltrepassata la misura: non è possibile andare avanti per mesi sentendo queste chiacchiere pubbliche e mi riferisco soprattutto alle emittenti televisive. Vorrei che tenessimo conto che siamo di fronte a una tragedia e a delle persone che stanno soffrendo.

Via | L’Eco Di Bergamo

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