Brindisi: arrestato latitante Daniele Vicientino, presunto boss Scu Mesagne

Daniele Vicientino, 37 anni, latitante dal settembre scorso e ritenuto ai vertici della Scu a Mesagne, è stato arrestato questa mattina. A scovarlo, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale. Il 29 settembre dell’anno scorso Daniele Vicientino era sfuggito a una operazione, denominata ‘Calipso‘, dei Ros dei Carabinieri di Lecce e coordinata dalla Direzione


Daniele Vicientino, 37 anni, latitante dal settembre scorso e ritenuto ai vertici della Scu a Mesagne, è stato arrestato questa mattina. A scovarlo, i carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale.

Il 29 settembre dell’anno scorso Daniele Vicientino era sfuggito a una operazione, denominata ‘Calipso‘, dei Ros dei Carabinieri di Lecce e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, in cui venne arrestato in Albania Albino Prudentino, allora ritenuto il capo, pochi giorni prima di inaugurare un casinò a Valona. Un mese fa sempre i carabinieri del Comando Provinciale hanno arrestato un altro latitante, Tobia Parisi.

Vicientino, detto “il professore”, era nascosto nelle campagne di Torre Santa Susanna (Brindisi).

Scriveva Mesagne Sera all’indomani dell’operazione Calipso:

Daniele Vicientino, considerato il nuovo capo, è latitante. A lui era sufficiente farsi vedere per mettere paura ad avversari e vittime delle estorsioni. Con Daniele un altro mesagnese, Ercole Penna, detto Linu lu Biondu, uomo considerato vicino ad Antonio Vitale, il Marocchino che dovrebbe concludere la pena nel 2013. Il clan è considerato il più fedele al fondatore della Sacra Corona Unita, Pino Rogoli.

Da la Repubblica Bari:

Vicientino è considerato uno dei boss della Sacra Corona unita a capo del quadrumvirato dei mesagnesi, composto da Massimo Pasimeni, Antonio Vitale e Ercole Penna, l’ultimo pentito che con le sue dichiarazioni ha consentito l’arresto di 28 indagati, sottoposti a fermo il 28 dicembre scorso dalla procura antimafia.Secondo l’ordinanza che sei mesi fa diede avvio alla operazione Calipso, firmata dal tribunale di Lecce, il mesagnese era la mente dell’associazione che controllava il giro dei videopoker, o attraverso l’imposizione del pizzo ai gestori dei locali, o imponendo l’acquisto di macchinette fornite da Albino Prudentino, il presunto boss detenuto dal 29 settembre scorso nel carcere di Valona, estradato in Italia l’11 gennaio per effetto di una rogatoria internazionale.

Qualche altro dettaglio relativo alle indagini sulla frangia mesagnese della Sacra Corona Unita si legge sul Tacco d’Italia:

I rapporti tra Vicientino e Prudentino. I rapporti tra i due erano talmente da pianificare insieme il procacciamento delle risorse da destinare al mantenimento degli affiliati detenuti, anche a mezzo della gestione concordata (“Siamo a società!”) delle macchinette del videopoker. Rivelatrice è una conversazione intercorsa tra i due, in considerazione della ricchezza dei riferimenti fatti alla gestione dei videopoker (“devono tenere la gestione, per fare il 25% devono tenere la gestione, la gestione qual è? devono venire un mese da noi che devono imparare il mestiere”), alle vicende passate e presenti dell’organizzazione criminale (“no, no ma a parte, non sono più i tempi di una volta e le persone di una volta…”), nonché di come agli introiti derivanti dal contrabbando si siano sostituiti quelli derivanti dalla gestione monopolistica dei videopoker (“perché questo lavoro non lo conosceva nessuno no! Mentre invece le sigarette… hai capito?”).

Altre conversazioni mettevano in evidenza la caratura criminale di Prudentino e il conseguente rispetto tributatogli da Vicientino Daniele che ne esaltava il carisma e la capacità gestionale. (…) Avviare un’attività lecita e aprire una sala giochi avrebbe permesso di fruire di una “copertura” per introiti illeciti, come fonte di guadagni da destinare anche ai membri dell’associazione detenuti. (…) In una conversazione tra Vicientino e Cavallo, appariva rilevante il riferimento alle modalità di spostamento del primo, il quale raccontava di come la sola sua presenza fosse in grado di fare “sbiancare” le persone che avevano motivo di temerlo.

(…) E ancorana serie di conversazioni intercettate il 16 ed il 19 maggio 2008 tra Prudentino e i Vicientino (Daniele e Giovanni), permettevano di accertare come una società di scommesse fosse sottoposta ad estorsione da parte del primo per 10.000 euro annui, somma che questi aveva già ritirato e consegnato a Daniele. Il traffico di stupefacenti. In proposito, le intercettazioni all’interno dell’abitazione di Daniele Vicientino permettevano di accertare come questi provvedesse al confezionamento della sostanza stupefacente di tipo cocaina proprio all’interno di tale abitazioneIn proposito, le intercettazioni all’interno dell’abitazione di Daniele Vicientino permettevano di accertare come questi provvedesse al confezionamento della sostanza stupefacente di tipo cocaina proprio all’interno di tale abitazione.

Via | Nuovo Quotidiano di Puglia

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