Ore 12 – E adesso l’Italia formato “Califfo”

Ancora una volta vale il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”. Al titolo de l’Unità “Non perdete la testa!” si contrappone quello del Giornale: “Era tutto organizzato, altro che gesto isolato di un folle”. Sì, non è solo Vittorio Feltri che continua a pestare il mestolo nel mortaio. C’è (quasi) tutto

Ancora una volta vale il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Al titolo de l’Unità “Non perdete la testa!” si contrappone quello del Giornale: “Era tutto organizzato, altro che gesto isolato di un folle”. Sì, non è solo Vittorio Feltri che continua a pestare il mestolo nel mortaio. C’è (quasi) tutto il centrodestra, spinto dai “falchi”, con la bava alla bocca, baionetta in canna, all’assalto di chiunque non sia dei loro e non la pensi come loro.

L’ignobile e smaccata strumentalizzare (“l’opposizione e i giudici hanno alimentato la campagna d’odio”) dell’aggressione al Premier non porterà lontano: per adesso paga e “convince” una opinione pubblica sempre più disorientata.

Il gesto folle e anche i “distinguo” di Di Pietro e della Bindi, rattoppano le falle del Pdl e della maggioranza, riaprono vecchie e nuove ferite nell’opposizione, fanno abortire inediti progetti politici e di alleanze alternativi a Berlusconi e al berlusconismo.

Insomma, l’aggressione al Premier ridà nuova linfa al progetto “presidenzialista” e populista di Berlusconi, a una Italia formato “califfo”. Non siamo ancora nella notte fonda della Repubblica. Siamo “solo” all’imbarbarimento della politica. Quella pietra lanciata domenica può dare la sterzata e portare il Paese nel baratro. C’è questa consapevolezza?

Parafrasando Troisi e Benigni: “Non ci resta che piangere”. L’alternativa è il “disarmo”. Ma per cambiare musica, servono nuovi suonatori. Campa cavallo.

I Video di Blogo