Omicidio Yara Gambirasio: i profili genetici isolati non corrispondono al DNA dei familiari

Il Dna trovato su un guanto di Yara Gambirasio e sulla batteria del suo telefono cellulare non corrispondono a quello della sua cerchia familiare. Probabile, quindi, che i due profili genetici isolati – di un uomo e di una donna – possano appartenere all’assassino o agli assassini. Le analisi e gli accertamenti proseguono senza sosta


Il Dna trovato su un guanto di Yara Gambirasio e sulla batteria del suo telefono cellulare non corrispondono a quello della sua cerchia familiare.

Probabile, quindi, che i due profili genetici isolati – di un uomo e di una donna – possano appartenere all’assassino o agli assassini.

Le analisi e gli accertamenti proseguono senza sosta ed è quindi prematuro trarre conclusioni di questo tipo. Il sostituto procuratore Letizia Ruggeri, che si occupa di coordinare le indagini, è intervenuta sulla vicenda ed ha chiarito alcuni punti.

Yara non è morta dissanguata, contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi, ma la causa del decesso non è ancora stata chiarita.

Dubbi, inoltre, anche sulla volontà dell’assassino di provocare la morte di Yara. Se ne parla su Il Secolo XIX:

A rendere il caso diverso da tanti altri, sarebbe «la mancanza di un quadro chiaro, dovuto a delle lesività» che concorrono ma al momento «non indicano la causa della morte» e a una «chiara volonta´ omicidiaria». Non si capisce, infatti, se «l’aggressore ha colpito Yara per ucciderla, se la morte era voluta, non era voluta…» e, nelle modalità con cui sono state fatte le lesioni «…con che logica sono state fatte, se per tramortire, ferire o uccidere».

Sarà l’esito finale di tutti gli esami medico legali a chiarire molti dei dubbi emersi finora e fornire un quadro più completo della situazione.

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