Se stavolta il Pd sbaglia, addio Italia!

Non c’era bisogno di Renato Mannheimer per dire che l’aggressione di ieri sera a Milano rafforza Silvio Berlusconi. E non c’era bisogno neppure di Giampaolo Pansa per capire che c’è (quasi) un clima da anni Settanta. Chi è Berlusconi, si sa. Chi sono i suoi sodali, pure. Da quel fronte non c’è da aspettarsi molto

Non c’era bisogno di Renato Mannheimer per dire che l’aggressione di ieri sera a Milano rafforza Silvio Berlusconi. E non c’era bisogno neppure di Giampaolo Pansa per capire che c’è (quasi) un clima da anni Settanta.

Chi è Berlusconi, si sa. Chi sono i suoi sodali, pure. Da quel fronte non c’è da aspettarsi molto di buono.

In gioco non c’è la poltrona di un assessore comunale, ma la democrazia italiana, la prospettiva di questo Paese in crisi fino alle midolla per responsabilità del Cavaliere e di questo bipolarismo fasullo.

Il punto adesso è uno solo: cosa deve fare l’opposizione, in primis il Pd?

Se ci si ferma alla “puerile” considerazione che il Premier “se l’è cercata”, si sa già come finirà la partita: il Cavaliere farà “cappotto” alle urne.

L’antiberlusconismo come “unica” strategia politica è il più bel regalo per il Premier.

La violenza va condannata senza “se” e senza “ma”, la personalizzazione della lotta politica va quanto meno attenuata, bisogna tornare alle proposte (e alle contro proposte) politiche.

O il Pd tiene la barra diritta, o la partita è persa. Anzi, è perso l’intero campionato.

Non è previsto il girone di ritorno. Altro che ciance da curva sud!