San Calogero, omicidio: Vincenzo Barbieri ucciso in un agguato

Agguato mortale ieri sera a San Calogero, nel Vibonese. Vincenzo Barbieri, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre si trovava nei pressi di un tabacchino, nella frazione Calimera. Raggiunto dai proiettili al torace, al collo e alla testa, l’uomo è morto durante il tragitto verso


Agguato mortale ieri sera a San Calogero, nel Vibonese. Vincenzo Barbieri, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco mentre si trovava nei pressi di un tabacchino, nella frazione Calimera. Raggiunto dai proiettili al torace, al collo e alla testa, l’uomo è morto durante il tragitto verso l’ospedale. Ad agire sarebbero state due persone, poi dileguatesi a bordo di un’auto grigia.

BARBIERI aveva precedenti penali per traffico internazionale di stupefacenti. Sul luogo dell’omicidio sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Tropea, insieme a quelli del reparto operativo del comando provinciale di Vibo Valentia, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’omicidio.

Pur non escludendo nessuna traccia, gli inquirenti seguono già una pista ben precisa, quella dei contrasti della criminalità organizzata. Le indagini, tranne che per gli adempimenti urgenti e di carattere ordinario sono seguite, per questo motivo dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che ha già disposto il controllo di persone con precedenti penali nella zona del vibonese.

A gennaio Barbieri, come riporta Newz, era rimasto coinvolto nell’operazione Decollo Ter. Da Calabria Notizie:

Rapporti strettissimi con le potenti organizzazioni paramilitari colombiane, fiumi di droga dal Sudamerica all’Australia passando per l’Europa, proventi reinvestiti in attività solo apparentemente lecite. C’è il “marchio di fabbrica” della ‘ndrangheta sui traffici criminali ricostruiti dai Carabinieri del Ros e oggetto dell’inchiesta “Decollo ter”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Dagli atti dell’indagine emerge tutta la potenza delle ‘ndrine calabresi, capaci di trafficare tonnellate di cocaina, investendo i proventi e inquinando il tessuto economico con aziende che sembravano “pulite”.

(…) Nel prosieguo delle attività investigative è stato evidenziato il ruolo della famiglia Mancuso e dei narcotrafficanti Vincenzo Barbieri e Francesco Ventrici, al centro di un giro vorticoso di droga tra Colombia, Brasile, Venezuela, Italia e Australia. Tutto questo, in un contesto che avrebbe visto i Mancuso confederati con altre importanti cosche del Reggino, a partire dalla famiglia Pesce, fino alle ‘ndrine della fascia jonica.

Via | CN24Tv