Colpo del secolo a Zurigo: rubati quattro impressionisti

Il titolo “colpo del secolo” è di quelli talmente abusati da aver perso di forza e senso. Ma sarà che stavolta il secolo in cui si è svolto il colpo è vecchio di appena otto anni, sarà che il valore della refurtiva e le modalità con cui è stata presa sono di quelle da lasciare

di dario

Il titolo “colpo del secolo” è di quelli talmente abusati da aver perso di forza e senso. Ma sarà che stavolta il secolo in cui si è svolto il colpo è vecchio di appena otto anni, sarà che il valore della refurtiva e le modalità con cui è stata presa sono di quelle da lasciare allibiti, quando il portavoce della polizia svizzera in conferenza stampa ha detto queste parole a nessuno è venuta voglia di ironizzare: “Quello avvenuto qui a Zurigo è stato il più grosso colpo mai commesso, non solo in Svizzera ma in Europa intera”.

Basta sentire i nomi degli autori delle quattro tele rubate per capire che non è poi andato così lontano dalla realtà: Monet, Degas, Van Gogh e Cezanne, praticamente quanto di meglio rappresenti l’impressionismo. E non si è trattato del furto di opere minori, ma di autentici capolavori, quali “Ragazzo con panciotto rosso”, “Ramo di castagno in fiore”, “Papaveri vicino a Vetheuil” e “Il conte Lepic e le sue figlie”.

Ma chi si aspetta si sia trattato di un colpo tutto genio e cavalleria alla Lupin forse resterà deluso. Più che di un furto si è trattato infatti di una rapina. Questi i fatti.

Alle 16,30, in pieno giorno dunque, mezz’ora prima della chiusura della villa che ospita la prestigiosa “E.G. Buhrle Collection”, sono entrati in azione i tre malviventi, armati e mascherati, che hanno costretto tutti i presenti a stendersi faccia a terra, hanno staccato le tele e si sono dileguati fulmineamente a bordo di un’auto bianca verso sud-est.
Le tele hanno un valore complessivo di circa 112 milioni di euro, e sono troppo note per essere commercializzabili, pertanto non è chiaro se si è trattato del furto su commissione per qualche ricchissimo privo di scrupoli, disposto a tutto pur di ammirarle in segreto, o magari di un tentativo di estorsione, per il quale si stanno aspettando i primi eventuali contatti.

Fonte: Il Quotidiano